In Olanda, amministrazioni “sbadate” pubblicano centinaia di documenti con dati sensibili

Nonostante gli avvertimenti delle autorità sulla privacy, numerosi comuni olandesi continuano a pubblicare online documenti contenenti dati personali dei cittadini. È quanto emerge da un’inchiesta condotta da NOS e Nieuwsuur, che ha individuato centinaia di documenti accessibili su Internet con informazioni che avrebbero dovuto essere oscurate, tra cui indirizzi e-mail, numeri di telefono, indirizzi di casa, documenti d’identità e perfino il BSN, il numero di identificazione personale utilizzato nei Paesi Bassi.

I dati sono stati resi pubblici soprattutto nell’ambito di procedure amministrative, come richieste di permessi edilizi o osservazioni presentate dai cittadini su progetti urbanistici, ad esempio riguardanti l’apertura di centri di accoglienza per richiedenti asilo. In base alla normativa sulla trasparenza amministrativa (Wet Open Overheid), questi documenti devono essere pubblicati, ma le informazioni personali devono essere preventivamente anonimizzate.

L’indagine ha individuato 255 documenti contenenti numeri BSN. In un caso, nel comune di Pijnacker-Nootdorp, un unico documento riportava i dati di 43 cittadini, inclusi nomi, indirizzi, e-mail, numeri di telefono e numeri BSN, raccolti durante una consultazione pubblica su un progetto edilizio.

Anche altri episodi hanno destato preoccupazione. La scorsa estate il comune di Midden-Delfland ha pubblicato accidentalmente un documento con nomi e indirizzi di 133 residenti contrari alla realizzazione di un centro per richiedenti asilo. Il file è stato rapidamente sostituito con una versione anonimizzata e i cittadini coinvolti sono stati informati dell’accaduto.

Secondo l’Autorità olandese per la protezione dei dati personali (Autoriteit Persoonsgegevens), la diffusione di un numero BSN può favorire furti d’identità e altri abusi. «In linea generale questi dati non possono essere pubblicati e la loro diffusione costituisce un data breach», ha dichiarato un portavoce dell’autorità.

Dopo essere stati informati da NOS della presenza dei documenti, molti comuni hanno provveduto a rimuoverli o stanno ancora completando l’operazione. L’associazione dei comuni olandesi (VNG) ha definito la vicenda «molto seria», sottolineando però che l’anonimizzazione di milioni di documenti rappresenta un lavoro enorme e che non sono previsti fondi aggiuntivi per svolgerlo.

Alcuni comuni hanno già notificato l’accaduto all’Autorità per la protezione dei dati: Pijnacker-Nootdorp ha spiegato che si è trattato di un errore umano e che i documenti sono stati immediatamente resi inaccessibili.

I dati ufficiali mostrano che il fenomeno è tutt’altro che marginale. Nel 2025 l’Autorità ha ricevuto oltre 120 segnalazioni da parte dei comuni relative alla pubblicazione accidentale di dati personali, contro le 75 registrate nel 2014. Secondo la stessa Autorità, il numero reale di casi potrebbe essere significativamente più elevato.

Negli ultimi anni molti enti locali hanno introdotto software che oscurano automaticamente i dati sensibili prima della pubblicazione dei documenti. Tuttavia, questi sistemi richiedono comunque una verifica manuale e le piattaforme utilizzate dai comuni non effettuano controlli automatici finali per individuare eventuali informazioni riservate rimaste visibili.

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