Le emissioni delle centrali elettriche a carbone sono state dimezzate lo scorso anno a seguito di un forte calo dell’uso del carbone e allo stesso tempo la quota di biomassa nel settore energetico è aumentata di oltre il 130%o, secondo i dati dell’Autorità olandese per le emissioni, dice NOS.

Le emissioni di CO2 di tutte le società olandesi che rientrano nel sistema europeo di scambio di quote di emissioni (le società energetiche e l’industria insieme) sono diminuite dell’11,5% nel 2020. L’autorità per le emissioni Nederlandse Emissie Autoriteit, dice NOS, registra le emissioni di 419 grandi aziende, che insieme rappresentano circa la metà di tutte le emissioni di CO2 olandesi.

Per il terzo anno consecutivo, le emissioni di CO2 del settore energetico sono diminuite di più di quelle dell’industria, soprattutto a causa della pandemia. Tuttavia, dice l’articolo di NOS,  il passaggio più eclatante è quello dal carbone alla biomassa nel settore energetico.

L’intervento politico e il prezzo elevato per gli “inquinatori” stanno funzionando come fattore per spingerli a migrare verso forme meno inquinanti di produzione energetica.

Nonostante il discorso delle biomasse sia controverso, allo stato attuale quelle emissioni non contano nel calcolo effettuato a livello europeo.  Nel 2019, le centrali elettriche a carbone utilizzavano ancora 143 petajoule di energia dal carbone, dice NOS. Nel 2020 questa cifra è diminuita di oltre la metà a 65 PJ. Allo stesso tempo, la quota di biomassa co-alimentata dalle centrali elettriche a carbone è aumentata da quasi 18 PJ nel 2019 a 42 PJ lo scorso anno.

Lo scorso anno il settore energetico ha emesso quasi il 19% di CO2 in meno rispetto all’anno precedente. Ciò significa che il settore è responsabile di 7 dei 9,6 megatoni di CO2 emessi in meno.

Se la riduzione delle emissioni dello scorso anno sia stata incidentale o se le aziende abbiano iniziato a produrre energia più pulita, l’autorità per le emissioni non può ancora dirlo, sostiene NOS.