The Netherlands, an outsider's view.

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Francia e Belgio codice rosso, un Paese “chiude”, l’altro “apre”: perché?

Author pic: Mark Hogan Source: Flickr  License: CC 2.0

Mercoledì, sia Belgio e Francia hanno introdotto nuove regole Covid nel tentativo di rallentare l’incremento dei casi. Ma se, da un lato, il Belgio ha allentato le misure già esistenti, dall’altra la Francia ha inasprito le restrizioni.  Più di 120 nuovi contagi ogni 100 000 abitanti nelle ultime due settimane: entrambi i paesi sono zone rosse sulla mappa del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ma Francia e Belgio hanno scelto  due approcci molto diversi. 

Il Ministro della Salute francese, Olivier Véran, ha annunciato che gli abitanti di aree specifiche dovranno limitare i loro contatti sociali, e che bar e ristoranti in una dozzina di grandi centri dovranno chiudere alle 10. Nella città costiera di Marsiglia dovranno addirittura cessare completamente l’attività. 

Al contrario, il Belgio ha permesso ai suoi cittadini di vedere più persone, ha allentato le regole sull’uso delle mascherine e abbassato il periodo di quarantena obbligatoria. Infine, ha alzato anche il numero minimo di persone ammesse agli eventi.

Due situazioni di emergenza ma due politiche diametralmente opposte: come mai? La prima risposta è che in Francia la situazione è sicuramente peggiore. Secondo i dati ufficiali, il tasso di incidenza è di almeno 200 contagi, confermati, ogni 100 000 persone e il 6,2% dei test risultano positivi. Il Belgio, invece, registra 140 casi ogni 100 000 abitanti, con una percentuale di test positivi del 4,1%.

Non solo, mentre la popolazione francese è cinque volte maggiore di quella belga, il numero di ospedalizzazioni è almeno dieci volte maggiore. Tuttavia, le misure adottate dalla Francia in passato non erano state così restrittive come quelle belghe: alcuni dicono, quindi, che il paese stia solo affrontando ora quello che il Belgio ha già dovuto gestire in passato. 

Tutt’ora, in molte zone della Francia, le riunioni private non sono limitate a un massimo di 10  persone, come avviene in Belgio. Gli eventi locali non sono vietati, e i raduni sono ancora autorizzati, se non superano le 1000 persone. Bisogna specificare che la decisione del Belgio di allentare alcune misure non è dettata tanto dal numero (crescente) di contagi, quanto dal fatto che queste non venivano capite né rispettate dai cittadini, diventando così controproducenti.

“Lo svantaggio, in termini di perdita di sostegno” per le misure, stava diventando “più grande dei benefici delle stesse,” commenta l’epidemiologo Marius Gilbert a RTBF. Gilbert è un ex membro del comitato di valutazione del governo Belga, conosciuto come Celeval.

Mantenendo regole che le persone trovavano assurde, il rischio era che “smettessero di seguire anche altre raccomandazioni più utili e importanti,” continua. “Ognuno deve fare la propria scelta individuale, e decidere secondo il buon senso,” ha dichiarato il Primo Ministro Sophie Wilmès mercoledì, durante una conferenza stampa. ” Tuttavia, vi chiediamo di seguire le prescrizioni date dal governo, perché sono fondamentali.”