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Secondo le ricerche di Balkan Investigative Report Network (BIRN), più di dieci strade, piazze, parchi ed edifici pubblici in Bosnia ed Erzegovina sono stati dedicati a detenuti e imputati per crimini di guerra.

Per stabilire l’entità del fenomeno, BIRN ha raccolto i nomi di tutti gli individui accusati di crimini di guerra presso il tribunale delle Nazioni Unite a L’Aia o presso il tribunale statale bosniaco e li ha poi confrontati con un elenco di tutte le strade del paese su Google Maps. I dati ottenuti sono poi stati comparati con quelli degli istituti di statistica del territorio e delle autorità locali, e successivamente confermati dalla visita dei luoghi stessi.

La denominazione di strade, edifici e parchi rientra nella responsabilità delle autorità locali, anche se raramente le strade prendono il nome da una persona vivente o da qualcuno che è morto di recente. Uno dei criteri per dare a una strada il nome di una persona è che questo nome appartenga a un personaggio che ha contribuito in modo significativo alla storia della Bosnia e dell’ Erzegovina.

Milica Pralica di Ostra Nula, un gruppo di attivismo civico e per i diritti umani, ha affermato che dare legittimità ai criminali di guerra invia un messaggio negazionista nei confronti dei crimini di guerra, “narrazone che esiste dagli anni ’90”. L’esempio più noto è la residenza studentesca a Pale, nell’entità della Republika Srpska o Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, dominata dai serbi in Bosnia, a cui è stato dato il nome di Radovan Karadzic nel 2016. Il presidente della Republika Srpska al momento dell’avvenimento, Milorad Dodik, ha affermato che questa decisione rappresentava un “gesto di supporto” per l’uomo che “ha posto le basi” per l’entità.

Karadzic fu infatti il primo presidente della Republika Srpska nel 1992, non molto tempo prima dello scoppio della guerra. Solo pochi giorni dopo l’attribuzione del suo nome alla residenza studentesca, Karadzic era stato condannato per il genocidio dei bosniaci di Srebrenica e per i crimini di guerra in Bosnia ed Erzegovina in un verdetto di primo grado. Tre anni dopo, nel 2019, Karadzic è stato dichiarato colpevole nel verdetto di secondo grado, scatenando un’iniziativa per rimuovere il suo nome dalla residenza.

Una risoluzione per vietare la denominazione di strade e istituzioni pubbliche con i nomi di criminali di guerra è stata adottata dal parlamento bosniaco, ma questa risoluzione non è valida nella Republika Srpska, dove si trova Pale. ForumZFD e TRIAL International hanno pubblicato un rapporto all’inizio di quest’anno intitolato “Chiamare le atrocità di guerra con il loro giusto nome“. Questa iniziativa ha esaminato la questione, domandandosi se dare nomi di criminali di guerra alle istituzioni pubbliche rappresenti di fatto l’approvazione dei loro crimini. A tale riguardo, le organizzazioni hanno avvertito che non esiste alcuna volontà politica in Bosnia Erzegovina di affrontare il passato.

“Non solo è possibile sostenere che i crimini di guerra, ufficialmente riconosciuti tramite processi giudiziari, non siano accaduti o che non siano stati poi così gravi, ma è addirittura possibile glorificare i condannati di guerra senza incorrere in alcuna sanzione – istituzioni statali, politici, rappresentanti ufficiali spesso partecipano attivamente alla negazione, banalizzazione, manipolazione della narrativa, alla legittimazione pubblica del negazionismo, alla perpetrazione del conflitto “, afferma il rapporto.

Nella sua relazione annuale dell’anno scorso sui progressi della Bosnia ed Erzegovina verso l’adesione all’UE, la Commissione europea ha anche osservato che alcuni leader politici nel paese hanno negato fatti accertati sugli eventi di guerra e hanno messo in dubbio l’imparzialità dei tribunali internazionali. “Il revisionismo e il negazionismo sono in contraddizione con i valori fondamentali [dell’UE]”, afferma il rapporto. Molti di coloro a cui sono stati dedicati nomi delle strade sono imputati dal Tribunale de L’Aia di coinvolgimento in imprese criminali per commettere crimini durante la guerra.

Poiché non esiste un sistema globale che impedisca di onorare i criminali e i sospettati di crimini di guerra, dopo la morte dei detenuti anziani, molti altri potrebbero presto essere commemorati con nomi di strade e monumenti, ha affermato il ricercatore di guerra bosniaco Hikmet Karcic. “Penso che possiamo sicuramente aspettarci che strade, piazze e altri spazi pubblici prendano il nome da criminali di guerra, in futuro”, ha avvertito.