Door © European Union, 1998 – 2026, Attribution, Koppeling
Da oltre un anno truffatori hanno usurpato l’identità del re dei Belgi Filippo, di alti funzionari di Palazzo e di vertici dei servizi di sicurezza per estorcere denaro a dignitari stranieri, famiglie belghe e dirigenti d’azienda. Lo hanno reso noto il pm federale e il Centro per la Cybersicurezza del Belgio (CCB), dice 7sur7.
Secondo gli inquirenti, i bersagli sono stati selezionati “con estrema precisione” in base ai loro possibili legami con la famiglia reale. I contatti avvenivano tramite telefono, WhatsApp ed e-mail. I truffatori chiedevano contributi finanziari sostenendo di dover liberare presunti giornalisti belgi tenuti in ostaggio in Siria.
Nella maggior parte dei casi le vittime si sono accorte rapidamente dell’inganno, ma in almeno un episodio il trasferimento di denaro è avvenuto. L’indagine ha inoltre rivelato l’uso dell’intelligenza artificiale: alcune persone sono state invitate a un falso colloquio video con il re, con immagini verosimilmente generate artificialmente.
Dopo un periodo senza nuove segnalazioni, i tentativi di truffa sono ripresi all’inizio di gennaio 2026. Alcuni imprenditori hanno ricevuto anche false richieste di contributo e inviti a un inesistente gala della Fondazione Re Baldovino, che sarebbe dovuto tenersi nei primi mesi dell’anno.
La fondazione ha chiarito che “ogni chiamata di questo tipo è fraudolenta” e ha annunciato di trasmettere tutte le segnalazioni alle autorità giudiziarie. L’inchiesta è ora condotta dal parquet federale insieme alla Federal Computer Crime Unit e ad altri servizi specializzati della polizia federale.







