Ogni giorno vengono ufficialmente registrati oltre 50.000 contagi Covid ma questa è solo la punta dell’iceberg, perché molte infezioni rimangono fuori dai radar, scrive VRT. Non sorprende quindi  che il numero di pazienti in terapia intensiva stia aumentando leggermente, afferma l’intensvista Geert Meyfroidt di UZ Leuven al portale fiammingo.

“Non dobbiamo dimenticare che c’è un’enorme ondata di infezioni e anche con una variante di omicron con la quale ci si ammala meno gravemente, ci aspettavamo che a un certo punto avremmo assistito a un aumento in terapia intensiva. E ora c’è. ” dice il dottor Meyfroidt. “Il contrario avrebbe dovuto sorprendere.”

Il capo del reparto di terapia intensiva  dell’UZ di Anversa, Philippe Jorens, vede un quadro simile. “Abbiamo davvero persone più vulnerabili che finiscono ancora in terapia intensiva a causa del Covid. Ma ci sono anche i pazienti ‘accidentali’ che arrivano con un’altra grave patologia e solo dopo si contagiano”. Secondo Jorens, l’alto tasso di circolazione del virus fará aumentare questo fenomeno.

Il professor Geert Meyfroidt dice che in altri paesi che da tempo hanno a che fare con l’ondata di omicron (come Danimarca e Regno Unito) il numero di pazienti in terapia intensiva non è aumentato in maniera significativa.

“Se ci atteniamo alle misure del barometro nelle circostanze attuali e restiamo cauti fino alla prossima soglia, i numeri cadranno”, prevede il professor Molenberghs. “Anche se ciò non significa che le cifre per la terapia intensiva si fermeranno improvvisamente”.