The Netherlands, an outsider's view.

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Imprenditori furiosi con il governo per il lockdown: troppo focus su questione sanitaria, poco sulle conseguenze economiche



L’Olanda arranca con carenza di posti in terapia intensiva e incertezza sui contagi? Beh, c’è chi, di queste cose, si preoccupa meno. Wendy van Ierschot, presidente dell’Organizzazione per gli imprenditori,  Entrepreneurs Organization, ritiene che ci sia troppa attenzione sull’assistenza sanitaria e troppo poca sulle conseguenze economiche, dice NOS.

“Che cosa faremo dopo il 28 aprile? Dobbiamo prepararci ora. Nessuno ci chiede se abbiamo soluzioni o idee per allora”, dice al canale tv. Secondo lei, ad esempio, si poteva evitare la chiusura dell’horeca e le regole imposte ai supermercati, potevano essere estese anche a bar e ristoranti: perchè non sono stati consultati? Secondo la van Ierschot, si poteva seguire l’esempio di Singapore, dove i locali -con accorgimenti- sono rimasti aperti.

Inoltre, le scuole potrebbero essere aperte “part-time”, con classi divise durante la giornata: metà al mattino e metà al pomeriggio. Una lettera, firmata da 100 imprenditori, è stata inviata al governo.

Anche il presidente dell’associazione VNO-NCW, la Confindustria olandese, Hans de Boer vuole una prospettiva per gli imprenditori: il governo, dovrebbe essere onesto sul dopo. Un gruppo crescente di imprenditori – negozi, catering, parrucchieri, floricoltori – vogliono tornare al lavoro. De Boer dice di ricevere quotidianamente lettere da imprenditori preoccupati.

L’epidemiologa Patricia Bruijning, NOS, comprende gli imprenditori, ma pensa che sia troppo presto per revocare tutte le misure. I giovani, d’altronde, si ammalano e finchè non saranno chiare tutte le dinamiche del coronavirus è troppo rischioso proseguire sul binario dell'”immunità di gregge”, dice la scienziata a NOS. Un rilassamento graduale del “lockdown smart” potrebbe essere possibile, con meno tavoli nei ristoranti e distanziamento sociale come misura permanente, ma ciò richiederebbe tempo.

Secondo la Van Ierschot, una soluzione sarebbe chiedere a persone con patologie e ad anziani, di rimanere a casa: “Se prosegue il lockdown, saranno molte le conseguenze e potrebbero esserci ancora più morti: operazioni  posticipate, esaurimenti di imprenditori, fallimenti. Ora è stato deciso di chiudere tutto senza consultare nessuno, senza verificare se altro potesse essere fatto “.






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