Il WRR, gruppo di consultazione sulle politiche migratorie, ha detto che il governo olandese deve cambiare approccio verso l’immigrazione. Deve intraprendere una strategia pratica e riformare la struttura dell’accoglienza.

L’approccio attuale è legato al passato, ma il governo deve riconoscere che l’Olanda oggi è una meta di immigrazione da ogni parte del mondo. Non si tratta di una situazione temporanea, ha spiegato un membro WRR a NRC. “L’immigrazione in passato era legata alla decolonizzazione di Antille e Suriname. Ma oggi è un elemento permanente della nostra società”.

In media in Olanda arrivano 200mila immigrati all’anno. Ma se prima i Paesi di maggior provenienza erano Marocco, Turchia e territori ex coloniali, oggi chi è arrivato da quei luoghi tende a lasciare l’Olanda più che a stabilirsi.

Inoltre, la maggior parte degli immigrati resta per un periodo breve – circa cinque anni. Si tratta di studenti internazionali, expat e lavoratori migranti, che per la maggior parte provengono da Paesi UE. Anche per questo motivo, dice WRR, sarebbe necessario aggiornare le politiche.

Diffusione territoriale e frammentazione

Migranti di provenienza si insediano in territori diversi dei Paesi. Ad esempio, chi viene dall’Europa orientale si trova maggiormente nell’area occidentale, a sud di Rotterdam. Per questo il rapporto di WRR invita il governo a considerare misure differenziate in base al territorio regionale. Queste strategie includono supporto – in termini di finanziamenti e aiuto legale – alle istituzioni locali.

Allo stesso tempo, dovrebbero esserci strategie comuni per affrontare i problemi comuni legati alla migrazione e così evitare la presenza frammentata delle varie comunità.

Secondo WRR, dovrebbe essere istituito un posto destinato a tutti gli immigrati, a cui  rivolgersi con le proprie domande su alloggio, sistema scolastico, programmi di integrazione, ecc. Attualmente esistono posti del genere solo per gli expat, ma l’invito  è a estenderli a tutti i migranti in arrivo.

Il rapporto di WRR serve a indicare possibili vie al nuovo governo in merito all’immigrazione. “In questo modo vogliamo diminuire la  polarizzazione politica su questi temi”.