Ilja Leonard Pfeijffer, opinionista dall’Italia di Hp/De Tijd e notoriamente molto polemico con l’approccio socio-culturale del suo Paese di nascita, ha scritto un pezzo dove critica la gestione di questa seconda ondata: “Siamo un Paese fantastico, come direbbe il nostro Primo Ministro, abbiamo ovviamente qualche difficoltà a imparare dagli altri Paesi. In effetti, abbiamo difficoltà a renderci conto che potrebbe esserci qualcosa che dobbiamo ancora imparare.

Viviamo nel miglior Paese del mondo, uno Stato guida che rappresenta un fulgido esempio per gli altri, e anche una pandemia -che è molto più devastante per noi che nei nostri Paesi vicini- non può far mutare la nostra  convinzione che il mondo intero ci invidia, solo a guardarci”, dice sarcastico il giornalista-scrittore, di base a Genova.

“Il virus trova terreno fertile nel nostro complesso di superiorità. Si nutre della nostra presunzione e si moltiplica felicemente attraverso gli aerosol grassi e lucenti della nostra ipocrisia”, prosegue Pfeijffer che auspica anche per il suo Paese natale un lockdown, ma vero, non smart:  “con la sola terminologia, tutti gli altri Paesi del mondo sono stati gentilmente relegati al ruolo di fessi. Perché non hanno fatto un blocco intelligente, ma un blocco stupido”.

Pfeijffer contesta anche il paragone con l’Italia, spesso adottato da politici olandesi, preoccupati soprattutto per le conseguenze economiche: l’Olanda crede di aver fatto bene e soprattutto crede che salvando l’economia con il primo lockdown “intelligente” non avrebbe dovuto adottare altre misure in vista della seconda ondata.

“Il virus trova terreno fertile nel nostro complesso di superiorità”, dice ancora il giornalista che polemizza con le autorità olandesi che si sono fatte trovare impreparate, nonostante la seconda ondata fosse annunciata da tempo: ” L’Olanda sta ora andando peggio del Brasile di Bolsanaro. Stranamente, questo non influisce sul nostro senso di superiorità. Paradossalmente, vediamo la nostra funzione esemplare confermata solo dal nostro fallimento. Siamo un paese maturo con una democrazia matura, come continua a ripetere il nostro primo ministro, ed è per questo che le regole anti-Covid non funzionano da noi.”

La Germania, dice sarcastico Pfeijffer, fa meglio solo perchè i tedeschi sono “docili e obbedienti”, è il pensiero di molti olandesi. Ma il giornalista ritiene che il disinteresse degli olandesi per un pericolo reale come quello del Covid, cozzi con l’atteggiamento di allerta in Italia, la sua terra di adozione. E allora, seguendo le regole italiane, dice di aver chiesto ad un cliente di un supermercato di Leiden -dove si trovava in visita- perchè non indossasse la mascherina: “Vengo qui tutti i giorni”, la risposta. “Questo sembra un motivo in più per indossare una mascherina “, avrebbe ribattuto. Ma il suo interlocutore sarebbe rimasto della sua opinione: non credo di essere un pericolo per gli altri. Quindi Pfeijffer avrebbe proseguito: non hai diritto di avere opinioni su questo tema. Devi seguire le regole e indossare una mascherina.

Ma non c’è stato nulla da fare, racconta ancora lo scrittore: l’uomo non ha cambiato idea e probabilmente continuerà a non indossare la mascherina perchè convinto di non nuocere a nessuno. “E non è un complottista o un negazionista: è solo uno di quei diciassette milioni di olandesi che sono orgogliosi di pensare in modo critico e quindi pensano di poter avere la propria opinione”, taglia corto Pfeijffer.

“I Paesi Bassi hanno ancora molto da imparare dagli altri paesi”, conclude il giornalista nel suo pezzo d’opinione. E aggiunge: l’Olanda avrà, certamente, i conti a posto rispetto all’Italia ma almeno lì esiste consapevolezza che il virus si contiene solo con uno sforzo collettivo. L’Italia non crede di essere il Paese migliore del mondo e cerca di imparare anche dall’esperienza di altri.