La campagna di vaccinazione è iniziata ufficialmente in Belgio martedì 5 gennaio. E affinché il vaccino dimostri la sua efficacia, gli esperti dicono che il 70% della popolazione, ovvero 8 milioni di persone, dovrà accettare  le iniezioni, dice RTBF. Tuttavia, secondo un recente studio di Sciensano, solo il 60% dei belgi è favorevole.

E’ necessario, quindi, che il vaccino venga reso obbligatorio? Sul tema, dice il portale francofono, le opinioni sono divergenti: secondo Philippe Touwaide, dell’ombudsman di Zaventem, questa idea dovrebbe concretizzarsi per le persone che devono recarsi presso un aeroporto, a causa dei contatti tra persone che provengono da tutto il mondo.

Ma Vincent Yzerbyt, professore di psicologia sociale all’UCLouvain e Leïla Belkhir, e Yvon Englert, portavoce della task force vaccinazione, non sono d’accordo, dice RTBF:  informare di più la popolazione è la mossa migliore.

Secondo Leïla Belkhir, l’arrivo di un vaccino come quello Covid, già testato su un campione elevato di pazienti, è straordinario ma la responsabile della comunicazione di Pfizer, la casa farmaceutica del primo vaccino, dice di comprendere le perplessità ma la ditta farmaceutica, che ha prodotto il vaccino a Puurs, proprio in Belgio, dice che una serie di sinergie andate a buon fine e un lavoro a ritmo serrato per cercare di trovare una soluzione alla crisi Covid, hanno permesso un risultato straordinario, in tempi brevi.

Un altro fattore esplicativo per il rapido arrivo del vaccino è il permesso dell’Agenzia europea per i medicinali di trasmettere i risultati degli studi clinici mentre venivano ottenuti e non tutti insieme una volta completati, come di solito avviene.”

E ultimo punto”, continua il responsabile della comunicazione, “sono mesi che alla Pfizer / BioNTech lavoriamo letteralmente giorno e notte su questo vaccino”.