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Il Teatro Nazionale inglese rinuncia ai finanziamenti della Shell

Il Teatro Nazionale inglese ha comunicato l’intenzione di porre fine all’accordo con la Shell stipulato l’anno scorso, in seguito alle proteste per il clima che esortano gli enti culturali e artistici a sciogliere i legami con le aziende produttrici di combustibili fossili.

Shell è legata finanziariamente al Teatro Nazionale dal 1995, quando ha sponsorizzato il primo festival annuale del teatro giovanile. Sebbene questo evento sia ora finanziato dalla Bank of America, Shell è attualmente presente nell’elenco dei partner aziendali del teatro, il che significa che spende almeno 15.000 sterline all’anno per finanziare le attività della struttura.

Questa settimana, il Teatro Nazionale ha confermato che la Shell non sarà più un partner non appena i suoi soci si presenteranno per il rinnovo il prossimo giugno.

La conferma è arrivata quando il Teatro Nazionale ha denunciato l’attuale “emergenza climatica”, basandosi sull’obiettivo di riduzione delle emissioni di carbonio per il 2050.

“Creiamo un lavoro che è di per sé provvisorio; che fa uso di materie prime, di calore, luce e suono; che chiede alle persone di recarsi in un luogo particolare in un momento particolare. Tuttavia, crediamo che il teatro possa essere parte della soluzione raccontando storie, plasmando culture e sostenendo empatia e comprensione”, si legge nella dichiarazione del Teatro Nazionale.

A guidare la pressione sulle istituzioni culturali in Inghilterra, sono il gruppo teatrale BP Or Not BP e l’ONG Culture Unstained. Questi due gruppi di attivisti culturali solo di recente sono riusciti a convincere la Royal Shakespeare Company a porre fine al suo accordo con BP.

La Royal Shakespeare Company ha precisato che non può ignorare i messaggi ricevuti dai più giovani, che gridano a gran voce la cessazione della sponsorizzazione da parte della multinazionale del petrolio.

Anche Greenpeace sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione per le istituzioni culturali affinché venga tagliato il legame con le compagnie petrolifere e del gas.

La Shell, nel frattempo, sostiene di essere già attiva in questo cambiamento attraverso i suoi continui investimenti nell’energia solare, eolica, nell’offerta di veicoli elettrici (EV), nelle nuove imprese di energia smart e idrogeno: “come azienda, siamo d’accordo sulla necessità di un’azione urgente. Ciò che realmente accelererà il cambiamento è una politica efficace, continui investimenti nell’innovazione tecnologica e il cambiamento dei comportamenti dei nostri clienti”.

Nel frattempo, la Royal Dutch Shell ha recentemente confermato i propri piani di investimento in progetti nel Mare del Nord, una manovra che aumenterà di un terzo la produzione petrolifera britannica dell’azienda.

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