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Sull’onda dell’emozione per alcune aggressioni subite da agenti, che hanno fatto molto discutere l’opinione pubblica olandese, il governo ha introdotto nel 2017 -prima in forma sperimentale, quindi in via permanente- il Taser, la pistola elettrica che immobilizza i sospetti. Un’arma ritenuta costosa e pericolosa dai critici: ogni pistola Taser costerebbe circa 2000euro e il rischio di danni permanenti è concreto.

Ma allora perchè la “corsa al Taser”? Il capo della polizia, dice Arno Aijthema su Volkskrant, ha gridato l’allarme lo scorso anno chiedendo ai politici di proteggere meglio gli agenti, oggetto di aggressioni continue e dotandoli di più armamenti: il Taser, non letale come la pistola e più efficace dello spray al peperoncino, sarebbe la soluzione migliore. Ma è proprio così? Stando ad altri agenti di vertice, non proprio: “Quando si tratta di numeri assoluti, in realtà l’immagine è abbastanza stabile”, ha dichiarato Frank Paauw, commissario capo ad Amsterdam, a Medialogica. “La tendenza è in ribasso”, ha affermato Otto Adang, investigatore presso l’Accademia di polizia allo stesso programma. Quindi non è vero che si registra un boom di aggressioni agli agenti.

“Tuttavia, il mito secondo cui l’aggressività contro gli agenti è in aumento è stato perpetuato per introdurre il taser”, scrive Joop commentando l’inchiesta del programma Medialogica. “Nel settembre dello scorso anno,  il capo della polizia Erik Akerboom diceva al De Telegraaf che incidenti violenti e governo troppo lento nella risposta non stavano sostenendo i poliziotti.

Lo stesso giorno, il Ministro Ferdinand Grapperhaus decise di dotare 17.000 agenti di Taser. Anche se i dati, dimostrano che non ci fossero ragioni.