Schiphol ce la sta mettendo tutta per diventare il più attraente possibile per i clienti, ossia le compagnie aeree, offrendo prezzi stracciati ma questa policy ha un costo per i lavoratori, spiega Volkskrant in una sua inchiesta. Un lavoratore di Menzies Aviation, la società che gestisce il carica-scarica di bagagli si chiede in maniera retorica perchè il motto della compagnia “Veiligheid gaat voor snelheid” (sicurezza sta per rapidità) e la risposta sarebbe che sicurezza viene sempre dopo rapidità.

Da Schiphol si parte per poche decine di euro, verso destinazioni lontane, perchè i costi sono stati abbattuti: il cherosene non paga tasse, i lavoratori costano pochissimo. I salari sono bassi e i carichi di lavoro elevati, affermano i dipendenti che lavorano per diverse società di logistica nel più grande aeroporto del paese e tutta la strategia aziendale ruota attorno alle migliori condizioni da creare per attirare i vettori.

Ma la situazione potrebbe a breve mutare, scrive Volkskrant: FNV, la CGIL olandese, sta negoziando un contratto di categoria per uniformare la giungla della logistica all’aeroporto e soprattutto per garantire un minimo di standard comune.

Un dipendente di una delle società che gestiscono la “macchina Schiphol” -Menzies, Dnata e Swissport- racconta che la pretesa di lavoro a tempo record, ricorso a contratti precari e manodopera straniera -soprattutto cittadini dell’est- con scarsa conoscenza dell’inglese e spesso poca o nulla esperienza, sta causando diversi disagi.

Secondo FNV, la politica di Schiphol -utilizzare diverse compagnie di servizi in competizione- abbatte i costi ma riduce la qualità delle condizioni di lavoro. D’altronde lo scalo di Amsterdam è uno dei più economici per le compagnie aeree; per fare un raffronto, spiega il portavoce di FNV per il comparto aeroportuale, una compagnia ha speso nel 2018 ad Heathrow il 192% in più rispetto a Schiphol.

Guardie giurate, addetti al trasporto di merci e bagagli, accompagnatori di passeggeri con disabilità e personale di terra hanno tutti protestato o scioperato negli ultimi anni e le società stesse, a quanto pare, non sempre sono contrarie alle azioni dei dipendenti: per tutti il problema è Schiphol, che si tiene fuori dalle questioni cercando come unico obiettivo tariffe basse per le compagnie aeree. 

Ma i risultati, dice Swissport a Volkskrant, spesso sono negativi: i tanti interinali stranieri assunti la scorsa estate non parlano olandese e spesso poco l’inglese e così, soprattutto per gli addetti ai bagagli, gli errori sono molto comuni.