Nessuna modifica alla normativa sulla sanatoria per i bambini rifugiati, nonostante le critiche piovute dall’ONU e dalle organizzazioni non governative, lo ha detto il sottosegretario Klaas Dijkhoff all’emittente NOS.

Secondo osservatori e enti internazionali, l’attuale schema, che consente ai minori di fare domanda per la sanatoria se hanno trascorso già 5 anni nel paese e sono stati seguiti da strutture preposte, violerebbe i diritti dei più piccoli. Delle 1300 domande presentate dall’approvazione della norma solo 100 sono state accolte e molte, denunciano le organizzazioni per i diritti umani, sarebbero state respinte solo per ragioni formali. La più frequente pare si riferisca alla competenza dell’istituzione: scuole e istituzioni locali non avrebbero competenza in materia di immigrazione, ha sentenziato lo scorso anno il Raad van State.

Il kinder pardon fu un compromesso di coalizione, voluto fortemente dai laburisti, per ammorbidire la linea di rigore sui richiedenti asilo voluta dai liberali.

Nonostante le proteste, il sottosegretario ha risposto che l’attuale normativa bilancia bene gli interessi e la possibilità in capo al ministro, di offrire un’amnestia individuale a domande già respinte, dovrebbe essere vista come un’estrema ratio e non come la norma.