La più celebre Galleria d’Onore del Rijksmuseum ha un nuovo capolavoro. Ma non tutti nei Paesi Bassi sono contenti dell’acquisto per 175 milioni di euro di De Vaandeldrager (Il Portabandiera) di Rembrandt. Il museo di Amsterdam è stato accusato di soffrire di quella che alcuni critici chiamano “la malattia dei nomi famosi”. La direzione del museo è stata accecata dal nome di Rembrandt e continua a ignorare le artiste donne e non occidentali che bussano ormai alle porte del canone storico-artistico? Il dibattito è appena aperto.

“Un attacco comprensibile”, dice a Het Parool Ruurd Mulder, autore del libro Scandali nell’Arte e docente di cultura e marketing dei media alla Hogeschool van Amsterdam. “Ma se si esamina l’acquisto in prospettiva, si vede che è stato un buon investimento per il futuro. Ad oggi sono state spese grandi parole per giustificare l’acquisto. Si dice che il dipinto abbia un’importanza essenziale per il nostro paese, sia profondamente legato alla storia olandese, che generazioni l’abbiano sognato e che rappresenti la svolta artistica di Rembrandt che avrebbe poi portato a La ronda di notte”.

Se ma le ragioni storico-culturali possono essere messe in dubbio, ci sono forse argomenti economici per difendere l’acquisto? Il Portabandiera è un buon investimento?

“A breve il dipinto attirerà più pubblico e il promesso Grand Tour attraverso il paese genererà anche attenzione e reddito del museo. A lungo termine, gli effetti saranno meno grandi. Il portabandiera sarà appeso nella Galleria d’Onore, ma attirerà in più solo un pubblico limitato. In termini di percezione del pubblico, la maggior parte dei dipinti sono intercambiabili, con l’eccezione de La ronda di notte, La sposa ebrea e forse i Sei sindaci dei drappieri di Amsterdam. Le altre opere possono essere sostituite senza conseguenze degne di nota” dice ancora Mulder. E il quadro potrebbe essere usato sul mercato degli scambi e aumentare il “potere” del Rijksmuseum sul Louvre e la National Gallery.

Ma quando i risultati giustificheranno l’investimento? Alcuni calcoli parlano di un aumento dell’8% dei visitatori per produrre un qualche ritorno. Altri calcoli di 375 anni per ammortizzare l’investimento. Non c’è che dire: al di là del valore simbolico, il Portabandiera sembra quasi un investimento oculato se considerato da un punto di vista eterno.