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Il re Juan Carlos era a conoscenza del piano di golpe del 1981 in Spagna 23F

PaloiES, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Il generale Alfonso Armada, uno dei presunti leader del golpe 23-F, il tentativo di colpo di stato che ebbe luogo in Spagna nel 1981, cercò di ottenere l’approvazione del re e lo aveva persino avvertito che l’esercito non gli era “fedele”.

“Ho prestigio e conosco molte persone”, aveva detto Armada a Juan Carlos I secondo il portale Publico. Questo è ciò che emerge da documenti dell’intelligence militare iberica CESID.

Nei file appare chiaro che il monarca non abbia ceduto alle pressioni del generale ma lo storico Roberto Muñoz Bolaños, che analizza da fonti primarie quanto accaduto per il 23-F e gli altri colpi di stato, assicura che “è dimostrato che il generale Armada fosse stato autorizzato da Juan Carlos I alle 23:30 a proporsi a titolo personale come Primo Ministro ai deputati riuniti nell’emiciclo”. La versione di Manglano di questa offerta da Armada assicura che “il re gli risponde di no”.

I dossier di Manglano sono venuti alla luce grazie a un libro intitolato Il capo delle spie (El jefe de los espías), scritto da due giornalisti del quotidiano ABC. Manglano, ora deceduto, racconta al 23F delle sue udienze con re Juan Carlos – la prima, due mesi dopo il golpe – e mostra il rapporto che il monarca aveva con Armada, dice Publico.

Durante un incontro con Juan Carlos, Armada disse al re che l’esercito non gli era “fedele” e si offrì di “sistemare la questione”. Militari dell’area dei golpisti avrebbero proseguito con minacce al re, soprattutto per ciò che riguarda l’entità della sentenza di condanna dei golpisti.

Il tentativo di colpo di stato del 1981 si sviluppò con l’occupazione di Valencia e l’arresto dei deputati da parte di un drappello di golpisti, dice Publico.

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