The Netherlands, an outsider's view.

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Il re si scusa in Indonesia per i crimini dell’Olanda. Ma la missione è commerciale

Il re Willem-Alexander si è scusato con l’Indonesia per le operazioni di “polizia” svolte dall’Olanda in Indonesia durante la guerra di liberazione del 1945-49, una delle pagine più buie della storia olandese recente e una macchia sulla reputazione internazionale dei Paesi Bassi, anche per la limitata attenzione offerta da parte della politica ad affrontarne le conseguenze storiche.

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Quella in corso è la prima visita ufficiale del sovrano nella più grande ex colonia olandese, da quando è entrato in carica. “In linea con le precedenti dichiarazioni del mio governo, vorrei esprimere il mio rammarico e scusarmi per l’eccessiva violenza da parte degli olandesi in quegli anni”, ha detto il re. “Lo faccio nella piena consapevolezza che il dolore e la tristezza delle famiglie colpite continuano a farsi sentire oggi.”

Tuttavia, ha proseguito il re, “è un segno di speranza che i paesi che un tempo erano avversari siano stati in grado di  sviluppare nuove relazioni basate sul rispetto, sulla fiducia e sull’amicizia. “Gli interventi militari olandesi in Indonesia, o nelle Indie olandesi come era allora conosciuto il paese, seguirono l’annuncio della proclamazione di indipendenza dell’Indonesia nel 1945 e durarono fino a quando il paese ottenne formalmente l’indipendenza nel 1949 dopo una lunga guerra

Alla fine del 2011, i Paesi Bassi si sono scusati formalmente per il massacro di centinaia di uomini e ragazzi nel villaggio giavanese di Rawagede nel 1947 e nel 2013 l’ambasciatore olandese nei Paesi Bassi ha rivolto scuse analoghe al governo indonesiano.

Nel 2016 il governo ha commissionato un rapporto sul processo di decolonizzazione, che non è stato ancora completato. La visita di Stato, che comprende anche una grande missione commerciale, durerà fino a venerdì. Come riportato dalla stampa olandese, i sovrani rispetterano -prima ancora dell’annuncio del premier Mark Rutte- il protocollo “anti coronavirus” evitando le strette di mano agli alti funzionari del paese asiatico.