Secondo quanto riportato dal sito NU.nl, il proprietario di un coffeeshop olandese Johan van Laarhoven, al momento detenuto in una prigione Thailandese per scontare 103 anni di reclusione, ha inviato una lettera al sovrano chiedendogli di intervenire

“Il mio destino è nelle sue mani, non sono un prodotto nazionale da esportazione: non sono un DJ, o un giornalista, e neppure un modello di cui l’intero Paese può andare fiero. Ma sono comunque un cittadino olandese. Un cittadino che ha un bisogno disperato del suo aiuto”, ha affermato l’interessato nella comunicazione.

Van Laarhoven è il fondatore del coffeeshop The Grass Company, e lo scorso anno è stato condannato a 103 di dentenzione da una Corte thailandese.

Quest’ultima considera illegale la vendita di droghe leggere, anche se ha avuto luogo in Olanda, dove è invece tollerata.

L’olandese chiede quindi la possibilità, già rifiutata una volta, di venire estradato nel proprio Paese. Al momento è in corso una causa civile nella quale Van Laarhoven spera di riuscire a portare il governo dalla sua parte.

Il suo avvocato Sidney Smeets ha messo in luce come siano terribili le condizioni detentive alle quali l’uomo e’sottoposto: avrebbe perso più di 40 chili, il suo stato di salute sarebbe precario e non riceverebbe le cure necessarie.

Di recente si e’ occupato del caso anche l’ombudsman, il Difensore Civico Nazionale, Reinier van Zuthphen.