“C’è un fenomeno di discriminazione sistematica nel mercato delle camere per gli studenti nei Paesi Bassi. Ogni volta che leggo No stranieri o solo olandesisui social media o negli annunci interni, mi spavento. Qui gli studenti stranieri sono esclusi dal mercato immobiliare”, dice Rens Bod, docente di Digital Humanities, al portale studentesco Folia.

“Questa pratica esiste da anni, ma con l’estrema crescita del numero di studenti è sfuggita completamente di mano. Anche gli studenti UvA sono colpevoli di questo. Ovviamente questo tipo di discriminazione dovrebbe essere affrontato. Quindi mi sarebbe piaciuto vedere l’UvA, preferibilmente attraverso il Consiglio, inviare un’e-mail a tutti gli studenti esortandoli a non discriminare nel già congestionato mercato immobiliare.

“Ci dovrebbe essere una hotline UvA per gli studenti internazionali che sono discriminati da altri studenti”
E invece no, l’UvA ha inviato una mail agli studenti internazionali esortandoli a non venire ad Amsterdam se non hanno trovato una stanza entro il 15 agosto”, scrive ancora il docente che avrebbe auspicato maggior sostegno da parte dell’ateneo nella ricerca di un alloggio, invece di assistere alla discriminazione di coloro che si trovano in difficoltà.

Ma in  parte, il docente se la prende anche con il numero enorme di studenti stranieri: “È anche tempo che l’UvA, insieme ad altre università, riconosca che gli ateneo sono in parte responsabili dell’estremo afflusso di studenti stranieri. Per anni hanno reclutato attivamente studenti stranieri e hanno permesso che la maggior parte dei loro studi diventassero anglofoni. Di conseguenza, il 40% degli studenti del primo anno viene dall’estero e non conosce bene l’olandese”, dice il docente.

“Secondo me, l’UvA dovrebbe incoraggiare, o forse addirittura obbligare, gli studenti stranieri a frequentare di più un corso di lingua olandese. Gli studenti stranieri potrebbero non aver bisogno dell’olandese per i loro studi di lingua inglese, ma la conoscenza dell’olandese è essenziale per accedere alla società [di lingua olandese]. E se non ci è permesso rendere obbligatorio un corso del genere, esiste ancora una cosa come la soft suasion”, prosegue il docente nell’intervento.

“Non voglio sottovalutare la complessità del problema dell’aumento del numero degli studenti, ma una volta che voi come università avete ammesso gli studenti stranieri, dovete fare tutto il possibile per aiutarli e soprattutto per contrastare ogni forma di discriminazione”. E conclude: “affermazioni come No internazionali non mostrano solo discriminazioni ma anche un provincialismo meschino che è indegno della comunità universitaria”.