Door Esquire / Dronevlieger.nl – drone huren – Esquire – Race Prins – Bernhard van Oranje. Still at 0:18 min., CC BY 3.0, Koppeling
Il principe Bernhard d’Orange, noto per possedere centinaia di immobili ad Amsterdam, ha annunciato la vendita dell’intero portafoglio immobiliare e di tutte le sue altre partecipazioni commerciali. Gli asset saranno rilevati dai suoi soci in affari, Menno de Jong e Coen Groeneveld, dice AT5.
Oltre agli immobili, il principe cederà anche le sue quote nel circuito di Zandvoort, nel Media Park di Hilversum e nella società informatica Levi9. I dettagli finanziari dell’operazione non sono stati resi pubblici.
Con questa vendita, Bernhard non deterrà più investimenti né nel settore immobiliare residenziale né in quello commerciale. Il principe ha spiegato di voler concentrare le proprie attività imprenditoriali sulle aziende che operano nel settore dell’intelligenza artificiale.
“È proprio questa la fase in cui mi piace essere attivo: sviluppare nuove idee creative, costruire imprese e creare, insieme ad altri imprenditori, qualcosa che ancora non esiste.”
Il soprannome di “principe dei palazzinari”
Nel 2017 un’inchiesta del quotidiano Het Parool rivelò l’entità del patrimonio immobiliare del figlio della principessa Margriet e di Pieter van Vollenhoven. All’epoca risultavano intestati a lui e ai suoi tre soci 102 indirizzi. Sommando anche gli immobili della società Pinnacle, di cui Bernhard è azionista, il totale arrivava a 349 abitazioni.
Dopo la pubblicazione dell’inchiesta emersero numerose segnalazioni di presunte violazioni delle norme sugli affitti. In diversi casi le autorizzazioni necessarie per l’affitto condiviso degli immobili non erano in regola e il principe entrò più volte in conflitto con il Comune di Amsterdam.
Le autorità avviarono indagini e gli imposero anche una sanzione amministrativa. La vicenda gli valse il soprannome di “Pandjesprins”, ovvero “principe dei palazzinari”, trasformandolo in uno dei simboli delle difficoltà del mercato immobiliare di Amsterdam, caratterizzato da affitti sempre più elevati e da un’accessibilità sempre minore per le fasce di popolazione con redditi più bassi.







