Il prezzo del petrolio è nuovamente aumentato dopo che, a causa dei nuovi attacchi tra Stati Uniti e Iran, nel fine settimana quasi nessuna nave ha attraversato lo Stretto di Hormuz, dice NOS.
La situazione si riflette sui prezzi alla pompa: il prezzo consigliato della benzina ha superato i 2,71 euro al litro, oltrepassando il precedente record di maggio.
Secondo Goldman Sachs, se gli attacchi continueranno e il traffico marittimo resterà ostacolato, il prezzo del petrolio Brent potrebbe salire fino a 120 dollari al barile, contro i circa 97 dollari attuali.
Prezzi instabili
La guerra in Iran mantiene i prezzi del petrolio elevati da mesi. Le poche petroliere che riescono ad attraversare lo Stretto di Hormuz alimentano l’incertezza sui mercati.
Anche i prezzi alla pompa oscillano fortemente: quando emerge la possibilità di un accordo tra Washington e Teheran scendono, mentre nuovi attacchi provocano immediatamente nuovi rialzi.
La crisi sta influenzando anche il gas naturale e i prodotti petroliferi raffinati, come il diesel. Il prezzo consigliato del diesel è attualmente di 2,68 euro al litro, dopo il forte aumento registrato nei giorni scorsi.







