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Razzismo e diritti LGBTIQ, il presidente del Pride nella bufera: “Non vogliamo rifugiati in Olanda”

Per il presidente del Pride Amsterdam, razzismo e diritti LGBTIQ, evidentemente, possono andare insieme: è questa l’impressione che in molti hanno avuto ascoltando il commento di Frits Huffnagel, che presiede  l’associazione che coordina le attività della settimana del Pride. “Questa gente non dovrebbe venire qui”, ha detto Huffnagel, sostenitore del partito di destra VVD. al programma radio Spraakmakers. “Vediamo un bambino e pensiamo: poverino. Ma non vediamo che dietro a lui ci sono la madre e il padre che potrebbero essersi macchiati di crimini”, ha detto in riferimento ai rifugiati che cercano di raggiungere la Turchia dalla Grecia.

Le dichiarazioni del numero uno di Amsterdam Pride hanno scatenato una bufera: il COC, l’associazione che tutela i diritti delle persone LGBTIQ ha annunciato di aver sospeso la sua collaborazione con Pride Amsterdam “Invitiamo l’organizzazione del Pride a prendere misure serie contro il suo presidente”. COC ne chiede le dimissioni immediate. Il commento è un inedito: fino ad ora, le organizzazioni per i diritti delle persone LGBTIQ avevano sempre assunto una posizione netta nei confronti del razzismo e della questione dei richiedenti asilo. La parata del Pride di quest’anno includerà per la prima volta una barca di rifugiati. Nel frattempo, i gruppi di sostegno olandesi hanno invitato i consigli comunali a “mostrare leadership e generosità” accettando almeno 500 bambini rimasti bloccati nei campi profughi greci.

Per il momento, il governo non intende assumere alcuna misura per intervenire nella crisi alla frontiera greco-turca. Le associazioni sperano che Amsterdam, Groningen, Utrecht e Nijmegen assumano la guida nel formare una “Coalizione dei volenterosi” per convincere il governo a cambiare idea. Francia, Finlandia e Portogallo hanno già affermato che accetteranno alcuni bambini, così come diversi sindaci tedeschi. “Il nostro appello alle autorità locali olandesi è quello di seguire l’esempio tedesco”, affermano i gruppi.  ‘Dimostrate di essere pronti ad accogliere alcuni di questi bambini vulnerabili. ”

 

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