Non c’è sempre bisogno di andare dal dottore per ottenere salute e felicità. Esistono infatti oracoli, ayahuasca, chiromanzie, sfere di cristallo, tamburi ipnotici, sciamani, streghe e riti vodooo. Di solito queste cure terapeutiche vengono chiamate guarigioni. Nell’esposizione “Potere curativo”, iniziata il 10 luglio, il Museo Volkenkunde punta i riflettori proprio su questo argomento.

Il concetto di guarigione è relativamente nuovo in Europa. E’ divenuto famoso negli anni ’80, contemporaneamente all’aumento di popolarità della medicina orientale e del movimento New Age. Le cure sono spesso antiche e provengono da diverse parti del mondo: dall’Artico al Sud America, dal Canada alla Cina. Nonostante i metodi e gli strumenti siano diversi, però, l’obiettivo è sempre lo stesso: imparare a bilanciare corpo, mente e spirito curandosi e acquisendo sempre più conoscenza di sé. Il principio di base è la convinzione che tra cielo e terra ci sia qualcosa che la scienza occidentale e la nostra ragione  non riescono a spiegare.

La straordinaria collezione etnografica di Healing power offre l’opportunità di far vivere ai visitatori un viaggio spirituale: si scoprirà così cosa spinge la strega Coby Rijkers, come Marco Hadzidakis utilizza l’ayahuasca e cosa ne pensa dei Winti la sacerdotessa Marian Markelo.