Il capo della procura Wouter Bos ritiene che il processo per istigazione all’idio contro Geert Wilders, ruoti intorno a due valori cardine della società olandese: la libertà di espressione e la protezione delle minoranze contro la discriminazione, ha detto Mercoledi in tribunale.

C’è tensione tra questi due principi, riconosce Bos, che  ha citato un caso di discriminazione finito in tribunale nel 1934, nel quale la corte affermava:”la reputazione dei Paesi Bassi come luogo di tolleranza è troppo ben radicata per essere alterata da qualche agitatore”. Egli ha anche sottolineato l’enorme reazione sociale alle dichiarazioni di Wilders a proposito di “un minor numero di marocchini” nel Paese; le 6474 denunce contro di lui sarebbero prova che non solo di opinioni stiamo parlando.

Wilders si trova ad affrontare vari capi di imputazione che vanno dall’incitamento all’odio  alla discriminazione, per la vicenda del “meno, meno, meno marocchini (minder, minder minder marokkanen)” durante la notte elettorale per le amministrative del 2014.

Bos ha anche detto che l'”effetto martirio” in caso di condanna è probabile e potrebbe essere una valida ragione per assolvere il capo del PVV ma secondo lui, non spetta alla procura decidere se questo processo sia un podio per Wilders, confermando la sua ferma convinzione che il processo al leader islamofobo sia corretto.

L’atto d’accusa del Procuratore si compone di 190 pagine che il tribunale avrà un giorno per leggere e trarre le conclusioni.

L’assistente del Pubblico Ministero, Sabina van der Kallen esporrà i capi d’imputazione in relazione alle convenzioni internazionali e alla legge olandese.

Giovedi in giornata, il Pubblico Ministero formulerà la pena richiesta per Geert Wilders.