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Il pm aveva respinto richieste di protezione della famiglia di Nabil B., pentito di Mocro Maffia

Il Pubblico Ministero ha sicuramente respinto due richieste di protezione avanzate dalla famiglia di Nabil B., testimone nel proceso di Mocro Maffia, scrve NRC  sulla base di una sua ricostruzione. Due giorni dopo l’ultima richiesta, un fratello di B., Reduan, è stato freddato nella sua azienda ad Amsterdam. Il pm in precedenza aveva affermato che Reduan non voleva protezione, dice NOS.

La ricostruzione delle trattative tra Nabil B. e il governo mostra che almeno un fratello di B. aveva avvertito la Procura dei maggiori rischi per la sicurezza che avrebbe corso e lo stesso B. ha avvertito l’OM.

Nabil B. è il testimone chiave nel processo contro Ridouan Taghi, presunto boss della Mocro Maffia. Suo fratello Reduan è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco il 29 marzo 2018 da Shurandy S., che lo aveva approcciato fingendosi un candidato per una posizione nella sua azienda. Nel 2019 S. è stato condannato a 28 anni di carcere. Il pm aveva concluso che non ci fossero segnali di particolari rischi per la sicurezza dell’uomo.

Agli occhi di polizia e magistratura i rischi sarebbero stati “esagerati” dai familiari della difesa che al massimo, scrive NRC, avrebbero potuto rischiare qualche intimidazone. Eppure, secondo il quotidiano, gli agenti di polizia non hanno voluto incontrare B. “perché non volevano correre il rischio di essere loro stessi vittime della Mocro Maffia”.

Le minacce alla famiglia si sono fatte più concrete due settimane prima dell’omicidio di Reduan e a quanto rivelato dal quotidiano di Rotterdam, il pm ne era a conoscernza. Tuttavia, un portavoce del Pubblico Ministero informa NRC di”non essere d’accordo con quanto affermato nell’articolo”. L’OM afferma di non poter rispondere nel dettaglio, per l’indagine in corso.

Dopo questi incidenti, un fratello di Reduan e Nabil ha chiesto la scorta: pare abbia affermato che “le telecamere proposte e un pulsante di emergenza non sono di alcun aiuto contro i kalashnikov e i bazooka utilizzati dall’organizzazione criminale”. Secondo le fonti in procura di NRC, all’epoca non c’era bisogno di protezione personale per i fratelli e il resto della famiglia e non c’era capacità disponibile. 

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