The Netherlands, an outsider's view.

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POLITICS

SGP: il partito più vecchio d’Olanda è protestante, omofobo e sogna una teocrazia

L'SGP è un bizzarro partito olandese che pratica discriminazioni nonostante abbia rappresentanti in parlamento

di Massimiliano Sfregola

 

L’SGP il partito “ortodosso riformato” dei Paesi Bassi è a modo suo un movimento dei record: è la più longeva formazione politica in Olanda, attiva dal 1919, e la sua giovanile –SGP jongeren– è la sezione under 30 con più iscritti tra i partiti olandesi. Ma lo Staatkundig Gereformeerde Partij vanta, diciamo così, anche altri record: fino a pochi anni fa, infatti, le donne non potevano iscriversi né tanto meno candidarsi con gli ultra-calvinisti. Motivo? Sarebbe vietato dalla Bibbia.

Gli uomini candidati, le donne a casa

Affinché questo divieto, quasi centenario, cadesse c’è voluta una sentenza della Corte europea per i diritti umani che nel 2012 ha dichiarato incompatibile con i principi europei il divieto inserito nello Statuto dell’SGP: i cristiani-fondamentalisti, infatti, avevano fatto ricorso a Strasburgo contro una sentenza della Corte suprema olandese che aveva dichiarato contraria alla costituzione la previsione di escludere le donne dalla vita politica del partito.

Bijble Belt, roccaforte calvinista

La cosidetta “Bijble Belt” una regione che taglia i Paesi Bassi da est a sud-ovest, attraversando Gelderland, provincia di Utrecht, parte del Brabant e dello Zeeland è una vera e propria roccaforte del fondamentalismo religioso calvinista. La cultura religiosa di quest’area affonda le radici nelle guerre di religione del sedicesimo secolo: nei villaggi a maggioranza protestante, infatti, l’SGP raggiunge percentuali “bulgare” e conta su un appoggio solido e “anti modernista”.

Omofobia, razzismo, sessismo e l’Olanda teocratica

L’SGP ha da sempre rappresentanti nel parlamento olandese, nonostante i suoi deputati e senatori siano considerati niente più che esponenti di “testimonianza”: ad oggi il partitino confessionale non ha partecipato ad alcuna coalizione ed è stato sempre inserito nella lista dei partiti “indesiderabili”. Il suo isolamento confessionale, però, è stato rotto nel 2011 quando il premier Mark Rutte alla ricerca di numeri per il senato, dove il suo governo era in minoranza, è stato costretto a scendere a patti con gli ultrà cristiani.

Motivi dell’isolamento della formazione, da molti considerata un “fossile politico” del ‘900, sono le posizioni fondamentaliste: oltre al sessismo, il partito è apertamente omofobo e si oppone fortemente alla società multietnica e alla contaminazione culturale. Lo Statuto dell’SGP, come indica il suo sito web, da non consultare mai di domenica perché offline (non stiamo scherzando) è l’applicazione della Bibbia: in questo, il movimento si propone di trasformare i Paesi Bassi in una teocrazia.

Nel 2014, però, è caduto anche un altro taboo per l’SGP: in un comune del Gelderland è stata candidata ed eletta la prima donna in quasi cento anni di storia. Dopo questo evento, a quanto sembra, nessuna disgrazia divina si è abbattuta sul partito.