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Tom Naegels, autore di Il Nuovo Belgio una storia della migrazione, ha raccontato De Standaard il suo metodo di lavoro per scrivere il proprio libro. Nieuw België, een migratie­geschiedenis racconta di come italiani, polacchi, turchi, marocchini e tedeschi abbiano contribuito a costruire il paese dopo la guerra. Il suo metodo di lavoro rende senza dubbio il libro molto interessante. Il volume rivela le grandi rotte, l’evoluzione, le conseguenze e le ingiustizie dei primi flussi migratori verso il Belgio.

Ho lavorato molto con gli archivi. L’ho trovato un modo di lavorare molto più interessante che intervistare le persone

Le singole testimonianze rischiano di nascondere il quadro generale?

In televisione, invece, c’è bisogno di persone e volti, come dimostra ancora una volta la nuova serie di documentari Kinderen van de migratie (Figli dell’immigrazione). La serie mette in scena molte vite diverse. Ognuno dei personaggi è figlio di migranti che, negli anni ’50 e ’60, hanno lasciato tutto per costruirsi una nuova vita in Belgio.

Il pericolo di una serie di documentari che si basa quasi esclusivamente su testimonianze è che si perda il quadro generale. Non è stato così nel primo episodio, ad esempio. Il ruolo cinico giocato dal governo belga nei primi flussi migratori dall’Italia, messi in moto per tenere in piedi le miniere di carbone, è cristallino. I gastarbeiders sono stati attirati con promesse di buoni alloggi e alti salari. Ciò che hanno ottenuto sono state delle baracche e lavori estremamente rischiosi, pagati una miseria. Molti migranti sono morti nelle gallerie a causa dell’assenza di lavoro sicuro. Alle proteste del governo italiano, il Belgio ha risposto chiamando flussi migratori da altre parti del mondo. Come Spagna, Grecia, Marocco e Turchia.

Il bello della serie è che tutto questo è riempito di testimonianze. Persone che raccontano il loro spavento da bambini. Che raccontano lo spavento dei loro genitori e il lavoro così duro a cui erano costretti. Ma soprattutto, la testimonianza del coraggio di lasciare il proprio Paese per ripartire da zero.