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Il Museum de Fundatie di Zwolle pagherà una somma di 200.000 euro agli eredi del quadro “Cristo e la Samaritana al pozzo” di Bernardo Strozzi. “È un risarcimento per la perdita dell’opera, causata dalla persecuzione nazista”, scrive il direttore del museo, Ralph Keuning.

Per anni, il quadro di Strozzi è stato oggetto di una controversia. Chi è il legittimo proprietario? Il fondatore del museo, che ha acquistato l’opera in buona fede prima della guerra o gli eredi del proprietario di origine ebraica Richard Semmel?

L’ascesa dei nazisti nel 1933 mise sotto forte pressione il produttore tessile e collezionista d’arte ebreo-tedesco, che fuggì nei Paesi Bassi con sua moglie. Ad Amsterdam Semmel mise all’asta il quadro Cristo e la Samaritana al pozzo, che fu acquistato dal fondatore del Museum de Fundatie, Dirk Hannema.

Nel 2013, il Comitato Kohnstamm, che si occupa di consulenze sulle rivendicazioni d’arte saccheggiata dai nazisti, ha stabilito che il dipinto era stato venduto sotto costrizione da Richard Semmel nel 1933.

Lo stesso comitato ha ritenuto che il diritto di proprietà e l’importanza del dipinto per la collezione del museo pesassero di più. Nel suo parere vincolante, ha stabilito che il quadro non dovesse essere restituito agli eredi e sarebbe rimasto nel museo.

Oggi, su richiesta del ministro della cultura olandese, Ingrid van Engelshoven, il Comitato Kohnstamm ha rivalutato la politica di restituzione delle opere d’arte depredate. Kohnstamm ha stabilito che gli interessi dei musei non dovrebbero essere presi in considerazione nei casi di restituzione.

Quindi, subito dopo la pubblicazione del rapporto, il Museum de Fundatie e gli eredi hanno deciso “congiuntamente” e con “rispetto reciproco” che il quadro rimarrà nel museo e che gli eredi, previa valutazione imparziale, verranno risarciti.