La notizia che la famosa caramella “Haagse Hopje” non venga più prodotta è appena arrivata, e ora un altro simbolo culinario dell’Aia è a rischio di scomparire, scrive Omroepwest. Anche il museo dello jenever, dove vengono venduti i famosi liquori Van Kleef, è in pericolo. Le difficoltà finanziarie, aggravate da una serie di contrattempi, rischiano di far chiudere questo luogo storico. La città sembra avere una parte di responsabilità in questa vicenda, scrive il portale.
Fleur Kruyt, la direttrice del museo a Lange Beestenmarkt, e dell’azienda dietro le bevande Van Kleef, se la prende con il comune: la viabilità e i lavori stradali avrebbero avuto un impatto disastroso sull’attività. Nel 2010, a causa di queste difficoltà, il museo rischiò di chiudere, ma il comune intervenne con un prestito di 160.000 euro.
Un prestito insostenibile
Tuttavia, il prestito non ha fatto altro che complicare la situazione. Il tasso di interesse, dell’8%, è stato un altro peso che ha messo in difficoltà la direzione. “Non c’era modo di negoziare. Ora il prestito mi sta soffocando”, spiega Fleur al portale. “Ho dovuto vendere casa dopo la morte di mio marito, che era anche il garante per il prestito.”
Altri ostacoli e il fallimento delle trattative
Nel corso degli anni, le difficoltà non sono mai mancate. Oltre alle problematiche precedenti, la pandemia di Covid-19, l’aumento dei costi della corrente e dei materiali per le bottiglie hanno contribuito alla crisi. Fleur ha cercato di vendere i prodotti Van Kleef per tenere a galla l’attività, ma la città sembra non averle mai dato il supporto necessario.
La municipalità ha ripetutamente minacciato di chiudere il museo, ma non ha mai trovato una soluzione definitiva. Fleur descrive i continui problemi legati alle licenze e la difficoltà di combinare una licenza da museo con quella per la vendita di alcolici. La questione è stata sollevata a più riprese, ma senza esito.
Stadsherstel, l’ente responsabile della gestione del patrimonio monumentale, ha acquisito la collezione del museo, con l’intento di preservarla, ma Fleur non è stata coinvolta nel processo. Fleur spera che ci possano essere dei cambiamenti, ma è preoccupata per il futuro. “Se il museo non riesce a sopravvivere, perderemo un’importante parte del patrimonio culturale dell’Aia”, conclude.







