The Netherlands, an outsider's view.

The Netherlands, an outsider's view.

ART

Il monumento che ricorda la schiavitù di donne e uomini attende il Keti Koti

di Chiara Canale

In questi giorni, ad Amsterdam, il Monument Slavernijverleden è vestito di drappi rossi, in attesa del Keti Koti. Questa è una festività che ricorda migliaia di donne e uomini strappati alle proprie terre e resi schiavi nei territori colonizzati.

I Paesi Bassi abolirono la schiavitù nelle colonie il 1° luglio 1863. Furono tra gli ultimi in Europa. Ben 139 anni dopo, nel 2002, Amsterdam inaugurò un’opera d’arte dedicata a questo grande avvenimento storico.

L’opera e l’artista

La scultura in bronzo, realizzata dall’artista surinamese Erwin de Vries, si trova a Oosterpark, nella parte Est della città. È composta da tre parti che descrivono il passato della schiavitù, il presente e il futuro. Il primo è rappresentato da un gruppo di persone incatenate, il secondo da uno schiavo che si libera sfondando un muro, il terzo da un individuo finalmente privo catene, immortalato in un movimento liberatorio. Il futuro è l’elemento più importante: simboleggia la convinzione che un giorno la discriminazione non esisterà più.

License: public domain

L’arte di Erwin de Vries, scomparso nel 2018, è riconosciuta come espressione dell’identità nazionale del Suriname. Nel 1949 De Vries si trasferì in Olanda e imparò a scolpire con Piet Esser. Fu attivo per circa 60 anni e le sue opere vennero esposte nel suo Paese natale e in tutto il mondo: allo Stedelijk Museum di Amsterdam, al Kunsthal di Rotterdam, in Giamaica e Suriname. L’arte di De Vries è espressiva e vibrante e fu influenzata anche dal movimento CoBrA. Il suo soggetto principale è il corpo, presente in ritratti, nudi maschili e femminili. Il Suriname, dove tornò a vivere nel 1964, condizionò profondamente il suo lavoro nell’uso esuberante del colore, della forma e delle strutture.

Il progetto di De Vries per Oosterpark vinse sulle altre proposte in base a vari criteri: un sondaggio pubblico, le raccomandazioni di un comitato di esperti, il parere del Comune di Amsterdam e della Piattaforma Nazionale per la Storia della Schiavitù (Landelijk Platform Slavernijverleden).

Un inizio controverso

L’inaugurazione di 18 anni fa fu drammatica. Per ragioni di sicurezza solo a un piccolo gruppo di persone fu concesso partecipare alla cerimonia, tra cui il Ministro per l’Integrazione Van Boxtel e la regina Beatrix. Questo fu motivo di frustrazione proprio per coloro che si sentono più legati al monumento: i discendenti degli schiavi. Le comunità di origine surinamese e antillana, infatti, dovettero assistere all’inaugurazione da dietro alcune recinzioni presiedute dalle forze dell’ordine.

Nonostante le contraddizioni scaturite da quell’evento, il monumento rimane un importante luogo di memoria. Inoltre, è il simbolo del Ninsee, l’stituto olandese per lo studio della storia della schiavitù.

Keti Koti 2020

Anche quest’anno si celebrerà il Keti Koti, parola surinamese che significa “catene spezzate”. Gli organizzatori hanno pensato a un programma conforme alle norme contro il coronavirus. Ci saranno letture, interventi di storici, attivisti e musicisti. La commemorazione può essere seguita online dalla pagina facebook del festival.