The Netherlands, an outsider's view.

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CINEMA

Il mistero della nostra esistenza: il cinema di Tarkovsky all’EYE Filmmuseum di Amsterdam

Un viaggio artistico e spirituale dentro le immagini del regista russo e l’essenza del nostro stesso io



di Natalina Rossi

Colori e ombre. Una stanza al buio e poi la luce. Un chiarore fatto di parole e immagini potentissime. Non c’è un mistero più profondo, più misterioso e più critico del mistero della nostra esistenza si legge nella prima stanza che ospita la mostra per celebrare la grandezza artistica e umana del regista russo Andrei Tarkovsky all’Eye Filmmuseum di Amsterdam, in programma dal 14 settembre al 6 dicembre 2019

Un viaggio esistenziale sull’arte cinematografica e sull’essenza di un uomo che, attraverso i suoi film, si è interrogato sul senso della vita, della morte, della spiritualità, dell’infanzia, della maternità, dell’amicizia, della guerra, della creatività. Della sostanza della natura umana. 

La mostra contiene l’anima di Andrei Tarkovsky, e il suo movente artistico. 

“La moderna cultura di massa, rivolta al consumatore, la civiltà della protesi sta paralizzando le anime delle persone, creando barriere tra l’uomo e le questioni cruciali della sua esistenza, la coscienza di sé stesso come essere spirituale” si legge nella seconda stanza, accanto alla proiezione delle immagini del film Stalker del 1979.

E ancora “La questione che sollevo in questo film è una questione fondamentale: l’assenza della nostra cultura di spazio per un’esistenza spirituale. L’uomo sta soffrendo, ma non sa perché. Percepisce un’assenza di armonia e ne cerca la causa”. Il pensiero del regista russa è ricco di dicotomie: natura e tecnologia, realtà e sogno, vita e morte. Ma il dualismo sostanziale riguarda la scissione tra corporalità e spiritualità. Tra corpo e anima. Gli elementi della natura sono, spesso, usati, per rendere percepibile tale separazione. Acqua, aria, fuoco e terra sono le associazioni poetiche attraverso cui raccontare il dualismo fisico e spirituale. 

Schermi grandiosi proiettano le scene dei sette film girati da Andrei Tarkovsky e le tematiche cruciali di ognuno di essi. 

La vita dell’uomo è una ricerca disperata dell’armonia perduta. Eppure, nelle stanze dell’Eye, attraverso la proiezione di scene tratte da L’infanzia di Ivan, Andrej Rublev, Solaris, Lo specchio, Stalker, Nostalghia, Sacrificio, ci sembra di essere dentro uno spazio etico ed estetico simmetrico ed equilibrato. C’è dolore e bellezza. Acqua che purifica, e che distrugge. C’è la verità, scomoda e necessaria alla coscienza. 

La mostra è un viaggio artistico e spirituale dentro le immagini e l’essenza del nostro stesso io. È un percorso emotivo ed intellettuale dentro la testa e gli occhi di uno dei registi più lucidi e visionari del cinema mondiale. 

Oltre alla mostra, presso l’EYE e diversi cinema olandesi (Lab111, Rialto), sono in programmazione tutti i film di Andrei Tarkovsky.






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