Gli scienziati stanno cercando di scoprire la causa della morte di circa 20,000 uria trovati nelle ultime settimane lungo la costa olandese. Visto lo stato emaciato in cui sono stati trovati gli uccelli, si teme che possano essere stati vittime di una perdita della nave MSC Zoe, dalla quale a gennaio sono caduti in mare circa 345 container.

“Non abbiamo prove schiaccianti, ma stiamo prendendo in considerazione questa possibilità”, dice Mardik Leopold, che indaga sulle morti degli uccelli. Secondo lui, le cause potrebbero essere  sostanze chimiche, dato che la maggior parte delle materie plastiche sono difficili da ingerire.

Ore dopo essere caduti in mare durante la tempesta il 2 gennaio, i container della MSC Zoe hanno cominciato a contaminare le isole al largo della costa settentrionale olandese, riversando il loro contenuto di giocattoli, mobili e televisori sulle spiagge. Trovato anche un sacchetto di polvere di perossido.

Mardik Leopold, biologo marino dell’Università di Wageningen, ha detto che la cifra di 20,000 uria morti è basata su ipotesi. “Si basa sulla percentuale media di  uria per chilometro di spiaggia nei Paesi Bassi, con 300 chilometri disponibili. Si tratta di 10,000 uccelli”, ha riferito alla BBC. Un numero simile potrebbe essere ancora in mare, ha aggiunto.

Sebbene tenga in considerazione tutte le possibilità, lo scienziato sottolinea che le carcasse sono cominciate ad affiorare dal momento della perdita dei container. Anche se in teoria il maltempo può influire sulla disponibilità di cibo per gli uria, Leopold ritiene che in quel caso il problema non sarebbe stato limitato alle coste olandesi.

Mentre gli uria potrebbero aver inghiottito pallini di plastica, una perdita di paraffina o olio di palma sembrerebbe la causa più probabile. Sulle spiagge dell’isola di Terschelling, dove è stata depositata gran parte dei detriti della MSC Zoe, è infatti stata trovata della paraffina.

La settimana scorsa, le autorità olandesi hanno dichiarato che almeno 345 container sono caduti dalla nave, 54 in più della stima iniziale. Verranno effettuati esami post-mortem su 100 degli uccelli per valutare le cause del decesso.

Dozzine di uria sono stati salvati e curati in centri specializzati, dove molti vengono nutriti artificialmente, visto lo stato di debolezza in cui si trovano.  A Ureteb, nel nord dei Paesi Bassi, 11 uria sono stati curati. “Ne abbiamo lavati sette, ma gli altri quattro devono prima aumentare di peso”, dice Hetty Sinnema del centro Fugelhelling.

“Li nutriamo con minerali, integratori e pesce in abbondanza. Ora pesano 600 grammi, ma ne dovranno pesare almeno 900 prima di essere abbastanza forti per essere lavati”. Gli uccelli che sono sopravvissuti sono ancora lontani dalla guarigione, ma il centro spera che presto possano essere riportati in mare.