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Il ministro olandese Sjoerdsma (sanzionato) va in Cina: una visita carica di tensioni

Il ministro olandese per il Commercio estero e la Cooperazione allo sviluppo, Sjoerd Sjoerdsma, inizierà domani una visita ufficiale di tre giorni in Cina. Sullo sfondo di una guerra commerciale sempre più intensa tra l’Unione Europea e Pechino, i rapporti tra i due Paesi sono segnati da numerosi dossier delicati, dice NOS.

Tra questi figura il caso del produttore di microchip Nexperia, sul quale il governo olandese è intervenuto drasticamente lo scorso anno provocando la dura reazione della Cina. Inoltre, lo scontro geopolitico e tecnologico tra Pechino e Washington continua a mettere i Paesi Bassi — e soprattutto il colosso dei semiconduttori ASML in una posizione estremamente difficile.

Sjoerdsma sarà accompagnato da una delegazione commerciale. Domani incontrerà a Pechino il ministro cinese del Commercio Wang Wentao, per poi proseguire la visita a Shanghai.

Le conseguenze del caso Nexperia

Le tensioni sono esplose lo scorso anno quando il ministro dell’Economia Karremans è intervenuto nella gestione di Nexperia: un tribunale commerciale olandese ha rimosso il direttore generale cinese dell’azienda, provocando la reazione di Pechino, che ha limitato le esportazioni di silicio, causando difficoltà produttive all’industria automobilistica europea. Secondo Karremans, la misura era necessaria per mantenere la produzione di semiconduttori in Europa.

Dopo settimane di negoziati, il governo olandese ha sospeso questa misura straordinaria, contribuendo ad allentare le tensioni con la Cina. Tuttavia la vicenda non è conclusa: il procedimento giudiziario nei Paesi Bassi è ancora aperto e la società madre cinese Wingtech non ha riottenuto il controllo di Nexperia. Nel frattempo Wingtech ha avviato un’azione legale presso un tribunale della Cina meridionale chiedendo un risarcimento per i danni economici subiti.

L’intera vicenda ha incrinato l’immagine dei Paesi Bassi come partner commerciale affidabile agli occhi di Pechino e dopo l’annullamento della visita prevista del ministro Karremans, spetterà ora a Sjoerdsma affrontare il primo confronto diretto con le autorità cinesi.

Su un punto, però, Cina e Paesi Bassi condividono la stessa posizione: entrambi si oppongono a una nuova proposta legislativa degli Stati Uniti. Washington intende infatti stabilire unilateralmente quali tecnologie per i semiconduttori gli altri Paesi possano esportare verso la Cina. Una simile normativa limiterebbe l’autonomia decisionale dell’Aia e potrebbe avere pesanti conseguenze economiche per ASML, che continua a ottenere una parte significativa dei propri ricavi dal mercato cinese. Di recente Sjoerdsma si è recato a Washington proprio per esprimere le preoccupazioni del governo olandese.

Nonostante gli ingenti investimenti della Cina nello sviluppo di tecnologie nazionali, i macchinari prodotti da ASML rimangono indispensabili per l’industria cinese dei semiconduttori. La proposta americana rischia di ostacolare non solo le future esportazioni, ma anche la manutenzione delle macchine già installate in Cina. Anche rappresentanti di ASML faranno parte della delegazione che accompagna il ministro.

Le tensioni economiche tra Unione Europea e Cina continuano ad aumentare. Le esportazioni cinesi, sostenute anche dai sussidi pubblici, crescono rapidamente, inducendo la Commissione Europea a valutare nuove misure di difesa commerciale per proteggere l’industria europea.

La lista delle sanzioni

I colloqui saranno guidati da un ministro che non gode di rapporti semplici con Pechino. Nel 2021, quando era ancora deputato alla Tweede Kamer, Sjoerdsma promosse una mozione che definiva “genocidio” il trattamento riservato dalla Cina alla minoranza uigura: in risposta, il suo nome fu inserito nella lista delle persone sanzionate dalle autorità cinesi.

Successivamente, durante una visita a Taiwan, Sjoerdsma chiese anche un severo pacchetto di sanzioni internazionali contro la Cina come deterrente in caso di un’eventuale invasione dell’isola.

Non sarebbe comunque il primo esponente politico sanzionato da Pechino a essere autorizzato a visitare la Cina. A maggio il segretario di Stato statunitense Marco Rubio, anch’egli inserito nella lista nera cinese dal 2020, ha effettuato una visita ufficiale. Secondo la spiegazione fornita dalle autorità cinesi, le sanzioni riguardavano Rubio nella sua precedente veste di senatore e non nel suo attuale incarico governativo.

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