Molte fattorie olandesi avrebbero falsificato i registri dichiarando per i capi d’allevamento un’età diversa al fine di aggirare le rigide regole sul letame e sulla riduzione dei fosfati, ha detto al parlamento la ministra dell’agricoltura Carola Schouten.

Gli ispettori del ministero hanno riscontrato dati contraffatti nella registrazione dei vitelli di metà delle 93 fattorie che hanno visitato all’inizio di questa settimana, ha detto il ministro durante una relazione alla Tweede Kamer.

A causa dell’enorme impatto ambientale di letame e fosfati, manipolare l’età anagrafica dei capi dell’allevamento è una tecnica usata da alcuni allevatori per pagare meno tasse. Secondo i registri, spiega ancora NOS, nel 2017 sarebbero state circa il 10% le mucche con nascite multiple mentre il dato statistico indica una forbice tra il 3% e il 5%.

La ministra ha definito “inaccettabili” queste frodi e avverte che gli allevamenti ritenuti responsabili, oltre al taglio dei sussidi UE, rischiano di essere perseguiti penalmente.

L’inchiesta arriva proprio in coincidenza con il raggiungimento olandese dell’obiettivo comunitario di riduzione dei fosfati: gli agricoltori olandesi, infatti, si sarebbero attestati nel 2017 sotto i limiti soglia imposti dall’Unione.