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Il ministro della giustizia nella bufera: ha mentito al parlamento? La sua poltrona è a rischio. Alle 2, dibattito alla camera

Il ministro della giustizia Ard van der Steur, rischia nuovamente il posto: per la quinta volta in meno di due anni, il titolare del dicastero della giustizia, dovrà presentarsi in parlamento per giustificare il suo operato ai deputati. Questa volta però, e a un mese dal voto, potrebbe non finire come le altre: non è escluso, infatti, che la Tweede Kamer ottenga la testa del di van Der Steur, dice Rtl Nieuws.

La questione è ancora sul caso noto come Teevendeal, dal nome dell’ex sottosegretario alla giustizia Fred Teeven, costretto alle dimissioni per aver mentito al parlamento. La vicenda riguardava Cees H., un narcotrafficante che nel 2000 ottenne -dall’allora pubblico ministero Teeven- un significativo “sconto” dal belastingdienst, per riportare in Olanda i proventi del narcotraffico, parcheggiati presso una banca del Lussemburgo. Nonostante i profili della vicenda, avrebbe poi accertato una commissione di garanzia, non avevano natura penale, il sottosegretario -e con lui il capodicastero Ivo Opstelten- furono costretti a lasciare.

Lunedi, il giornalista Bas Haan, ha reso nota una mail dove il ministro -quando era deputato- avrebbe suggerito all’ex sottosegretario di rivelare al parlamento solo alcuni dettagli, ed ometterne altri.Inoltre, Van der Steur si era già scusato per aver aiutato l’ex ministro della Giustizia Opstelten a scrivere una lettera alla Tweede Kamer circa l’affare Teeven. Questa nuova e-mail mostra che l’attuale capidicastero, sarebbe andato anche oltre: dalle risposte di Opstelten ai deputati, avrebbe infatti cancellato dei paragrafi, “alleggerendole” di molti dettagli.

Secondo RTL, il dibattito programmato per oggi pomeriggio alle 2, potrebbe concludersi con le dimissioni di Ard Van der Steur dal posto di ministro; le elezioni alle porte e una scia di leggerezze nella gestione del suo ufficio, non hanno giocato a favore dell’immagine del ministro. In molti, insomma, ne chiedono la testa.

E insieme a lui, rischia di finire nella bufera anche il premier Rutte: secondo i media olandesi, il giornalista Haan, Rutte sapeva di quanto grave fosse la posizione del suo ex ministro ma tenne la bocca chiusa. Questo dibattito, quindi, potrebbe diventare un’occasione per le opposizioni, di sfidare il premier sul terreno dell’onestà.

Il Teeven-deal è un accordo stretto nel 2000 tra l’allota pubblico ministero Fred Teeven e Cees H.,sospettato di traffico di droga. Il pubblico ministero ordinò il sequestrato dei suoi conti bancari ma alla fine chiuse un accordo piuttosto vantaggioso con l’uomo: capitali “scudati” potevano tornare in Olanda, dietro il pagamento di una “multa” di appena 750mila euro. Nell’accordo, il belastingdienst non sarebbe stato informato.

Per anni, l’entità degli importi coinvolti in questo affare è stato poco chiaro; Fred Teeven e il capodicastero Ivo Ostelten hanno sostenuto per anni di “non ricordare”. Poi, nel 2014, il programma Nieuwsuur ha rivelato prove documentali che accertavano la somma esatta: 4,710,627.18 . Questa notizia, portò alle dimissioni dei due politici. Questa volta, potrebbe toccare a Van Der Steur

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