Il rapporto della Radboud University di Nijmegen che invitava il governo a considerare l’ipotesi di legalizzare la cannabis, sulla base degli effetti positivi per la salute pubblica e i diritti umani, non avrà alcuna influenza sulle politiche restrittive dell’attuale gabinetto. Lo ha comunicato la scorsa settimana il ministro della giustizia Ard van Der Steur al parlamento, rispondendo ad un’interrogazione dell’SP e del D66.

Secondo il rapporto, pubblicato il mese scorso, la coltivazione illecita di cannabis oltre ad alimentare il circuito criminale, sarebbe la causa di incendi e di inquinamento legati alle pratiche senza regole, messe in atto dalle organizzazioni che producono la merce venduta nei coffeeshop. Lo studio suggerisce di consentire alle amministrazioni comunali, che da anni ne fanno richiesta, di coltivare legalmente la marijuana.

La risposta del ministro, al contrario, sottolinea l’assenza di prove che una politica regolamentata possa davvero ridurre l’impatto delle organizzazioni criminali. Van der Steur, inoltre, ha affermato che un cambio di rotta rispetto alle politiche attuali andrebbe contro l’obiettivo di ridurre il consumo e vedrebbe contrari la maggioranza dei partiti in parlamento.

Lo studio pubblicato dalla Radboud University era stato commissionato dalle 27 municipalità che chiedono di legalizzare la produzione.