The Netherlands, an outsider's view.

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ART

Il lascito di Lady Met al Metropolitan Museum of Art



Durante il Rinascimento italiano, le famiglie dei Medici, dei Gonzaga, degli Este e dei Montefeltro, mosse da sincera passione, investirono le loro ricchezze in arte e cultura, facendo del mecenatismo, allo stesso tempo, uno strumento di espansione del consenso, di propaganda politica e di prestigio internazionale.

L’idea di filantropia culturale ha abbandonato ormai da tempo la penisola italiana, e ha trovato, negli ultimi due secoli, terreno fertile negli Stati Uniti d’America.

Qui, nel corso dell’Ottocento, i Morgan, i Frick, i Carnegie e i Mellon videro nel mecenatismo la possibilità di restituire alla comunità una parte della fortuna che avevano avuto. Così non sorprende che facoltose famiglie elargiscano, ancora oggi, importanti donazioni ai musei del paese.

Ciò nonostante, l’annuncio fatto pochi giorni fa dal Metropolitan Museum of Art di New York è stato sbalorditivo: Jayne Wrightsman ha donato al museo più di 375 opere della propria collezione.

Gran dama newyorkese, filantropa e mecenate, Lady Met aveva sposato Charles Wrightsman, petroliere del Kansas, quasi settant’anni fa, e, insieme al marito, aveva accumulato una ricchissima collezione d’arte. Molto legata al museo newyorkese, ne aveva finanziato per anni la ristrutturazione delle sale e l’acquisto di opere di altissimo valore – circa 1275 in tutto, tra cui dipinti di Rubens e Vermeer. Dopo aver dedicato la sua vita all’arte, la donna è scomparsa lo scorso aprile all’età di novantanove anni.

Il suo lascito comprende il bellissimo ritratto della regina Henrietta Maria, eseguito da Anthony van Dyck nel 1636, e opere di Francesco Guardi, Georges Seurat, Elisabeth Louise Vigée Le Brun, Canaletto, Delacroix e Géricault, per citarne solo alcuni. Ma non è tutto: vanno aggiunti disegni, sculture, bozzetti, oggetti d’arte decorativa, una somma di 80 milioni di dollari proveniente dalla Wrightsman Foundation e libri antichi che arricchiranno i dipartimenti interni del Metropolitan e la Watson Library.

Per chi si trovasse a New York, una buona parte delle opere del lascito è attualmente esposta nel museo e potrà essere ammirata fino al 16 febbraio 2020. Da non perdere.






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