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Il I° luglio in Olanda si festeggia il Keti Koti (la fine della schiavitù). La celebrazione che nessuno conosce

Il primo luglio, come ogni primo luglio dal 1863, nei Paesi Bassi si commemora il Keti Koti, (che in Sranantongo, una lingua creola con base l’olandese, vuol dire “catene spezzate”) in ricordo dell’abolizione della schiavitù in Suriname e nelle Antille; una celebrazione a lungo quasi ignorata dagli olandesi (solo il 10% ha idea di cosa sia) ma forte e sentita nelle comunità che hanno legato la propria storia ai Paesi Bassi.

Quest’anno, il Keti Koti ha un valore particolare: molte città olandesi hanno rivolto le scuse ufficiali per il passato di schiavitù e il loro coinvolgimento con la tratta, quindi è stato il turno del governo e della Casa Reale, nel 2023. Per una singolare coincidenza, tuttavia, la celebrazione del 2024 cade proprio in concomitanza con l’insediamento del governo di destra-estrema destra che vede in Geert Wilders il leader politico, con una nutrita compagine governativa di ministri del suo partito. Il PVV è apertamente contro le scuse per il passato coloniale e difende a spada tratta il passato dei Paesi Bassi. Un’accesa polemica con il presidente della Camera, Martin Bosma, noto per le sue posizioni “colonialiste” ha portato una coalizione di associazioni e singoli a chiedere che non presenziasse alla celebrazione.

La richiesta è stata esaudita ma rimane una spaccatura netta tra chi sostiene la “grandezza” delle conquiste del Regno e chi ne vuole una rilettura moderna.

Il presidente della Kamer “colonialista” non andrà al Keti Koti – commemorazione della schiavitù in Olanda

Se l’Indonesia ha lavato via per intero i segni del periodo coloniale, le Antille e soprattutto il Suriname, restano – culturalmente e linguisticamente – legati a doppio filo ad Amsterdam. Il Suriname è l’unico paese extra-europeo dove il nederlandese è lingua ufficiale e quello che, probabilmente, porta più evidenti i segni del passato: la popolazione è costruita per intero sulle comunità di origine africana, giavanese, cinese ed indiana, discendente di schiavi, o di quei contractors che dopo il 1863 li avrebbero gradualmente rimpiazzati. Uno tra i paesi più multietnici al mondo è stato colpito, fin dagli anni ’50, da una massiccia emigrazione verso l’Olanda accelerata all’indomani del colpo di stato del 1980 che ha portato al potere il futuro (ma ora ex) presidente Desi Bouterse.

Sullo sfondo di questi agitati trascorsi politici, i circa 300mila surinamesi che oggi vivono nei Paesi Bassi, hanno fatto dell’appuntamento annuale del Keti Koti.

Giornata storica: il Keti Koti (celebrazione fine della schiavitù in Olanda) è patrimonio dei Paesi Bassi

150 anni di Keti Koti, il re si scusa per la schiavitù: fu crimine e i miei antenati non intervennero

Nonostante la maggior parte della comunità surinamese e caraibica desideri che Keti Koti diventi una festa nazionale, attualmente non lo è. Alcune aziende concedono ai dipendenti il giorno libero, ma un cambiamento ufficiale richiederebbe modifiche legali.

Cosa si fa oggi, durante il Keti Koti?

Il 1º luglio 2024, Amsterdam  e gli eventi principali includono la Bigi Spikri, una parata colorata che parte dalla Stopera e dall’Amstelstation per concludersi a Oosterpark, dove si tiene la commemorazione nazionale. Il Keti Koti Festival si svolge al Museumplein con musica, teatro e oltre cento bancarelle.

Al Nelson Mandelapark si svolge il festival Zuidoost Beseft con musica dal vivo e bancarelle. A Muiderkerk avrà luogo il Keti Koti Dialoogfestival, un incontro per condividere esperienze personali legate al passato della schiavitù. In varie località della città, incluso il Rijksmuseum e il Palazzo Reale, si può gustare gratuitamente il piatto Heri Heri, legato alla storia della schiavitù.

Il Palazzo Reale offre anche visite guidate gratuite che esplorano il legame del palazzo con il commercio e la schiavitù. L’Amsterdam Museum offre attività gratuite come workshop di poesia, lezioni sul passato coloniale e spettacoli teatrali, previa registrazione.

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