La Twed Kamer ha discusso nuovamente oggi, mercoledi 14 ottobre, la questione dei richiedenti asilo dopo le giornate di tensione della scorsa settimana; in diversi piccoli centri del Paese, i rifugiati sono stati oggetto di contestazioni e lanci di oggetti.

Il dibattito tra i capogruppo dell’opposizione e quelli della compagina governativa è stato serrato. Alexander Pechtold, leader del D66 ha accusato il governo di aver agito con scarsa prontezza all’imponente afflusso di richiedenti asilo degli ultimi tempi. Soprattutto la questione abitativa e quella del welfare sono state oggetto di tensione, in particolare con la destra populista di Geert Wilders. Il governo ha annunciato di aver pronto un piano per la costruzione di alloggi semi-permanenti e per la riconversione di uffici ed altri edifici pubblici in disuso, che possano supplire all’imponente domanda degli ultimi tempi. Le municipalità, infatti, fanno sapere che lo stock di alloggi pubblici, sotto pressione per le lunghe liste d’attesa, non potrà recepire i circa 60mila rifugiati accolti dai Paesi Bassi. Il premier ha aggiunto che nel summit europeo di domani, oltre a spingere con forza per una responsabilità condivisa tra i Paesi europei, riproporrà la formula dell'”accoglienza nei Paesi limitrofi”.

Misure pratiche o punizioni?

Sobrietà per accelerare la soluzione all’emergenza oppure “punizione” per scoraggiare i richiedenti asilo? Se lo chiede il Christian Unie ma la compagine governativa, non offre un’interpretazione autentica. Per Diederik Samsom, leader del Pvda “sobrietà”vuol dire misure rapide ed efficaci per Halbe Zijlstra, capogruppo del VVD, un chiaro messaggio (intimidatorio) per chi decide di raggiungere l’Olanda. In pratica cosa significa? Difficile da capire. Non ci sono riusciti i leader dei tanti partiti parlamentari olandesi ma a fine giornata, sembra siano certe le seguenti misure: via la procedura d’urgenza per le case sociali e meno soldi in tasca ai rifugiati.

Metodo non merito: il PVV primo partito spaventa tutti

In realtà, a parte i duelli verbali, 2/3 dell’arco parlamentare è a favore di un giro di vite delle (già non generosissime) politiche di assistenza ai rifugiati. Se il D66 usa il palco parlamentare per attaccare le incongruenze del governo, senza però toccare il merito, il CDA chiede controlli più rigidi alla frontiera. Posizione solidale, ma con riserva, quella dell’SP che sostiene l’accoglienza ma si interroga sulla pressione enorme che l’afflusso di richiedenti asilo può esercitare sul welfare. Quasi tutti concordano nel chiedere all’Europa l’istituzione degli hotspot fuori dalle frontiere UE.

Fuori dal coro

Uniche voci fuori dal coro sono quelle del Pvdd, il partito per gli animali e del Groenlinks che chiedono poltiche dignitose. Fuori dal coro, di segno opposto, Geert Wilders che chiede la chiusura immediata delle frontiere e lo stop all’arrivo di nuovi rifugiati.