Solo alcuni giorni dopo gli sforzi diplomatici tesi a limitare le interferenze turche nella società olandese, ieri, martedì 30 agosto, l’agenzia di stato turca ha pubblicato una “Gulen list”. La lista contiente alcuni nomi di organizzazioni situate in Olanda che si sospetta possano essere affiliate a Fethullah Gulen, celebre rivale del Presidente turco Erdogan. Secondo l’agenzia, le associazioni devono essere messe al bando poichè considerate nemiche dello Stato Turco. Tutto ciò ha fortemente irritato i  politici olandesi.

Il governo turco considera Gulen un terrorista e lo ritiene la mente del fallito colpo di stato dello scorso giugno. La lista contiene nomi di scuole, centri culturali, associazioni giovanili, istituzioni sanitarie, organizzazioni no-profit, ma anche nomi di
persone considerate rappresentati dai presunti capobanda del movimento in Olanda.

La principale preoccupazione è che la lista possa scatenare ulteriori malcontenti nella già critica situazione nell’ambito della comunità turca. Dopo il fallimento del colpo di stato in Turchia, si sono verificati diversi scontri tra le diverse fazioni turco-olandesi. Il console generale turco a Rotterdam ha persino scritto una lettera ai sindaci chiedendo di seguire alcune istruzioni sulla maniera di contrastare le manifestazioni di opposizione al governo turco in carica.

Ad ogni modo, secondo quanto riportato dal portavoce del ministro degli esteri Bert Koenders al Volkstrant, sia lui che Rutte stanno tentando di mantenere buone relazioni con la Turchia ed hanno risposto all’invio della lista in questione alla stessa maniera dei precedenti scontri ad Ankara: sottolineando che la stigmatizzazione dei seguaci di Gulen o di chiunque altro è un atteggiamento contrario al modo di agire olandese. Il quotidiano olandese AD, ha messo in luce come siano molti i politici indignati: i parlamentari del D66 hanno associato gli appellativi “inaccettabile” ed “insulto diplomatico” alla lista.

La parlamentare del PvDA Marit Maij, ha affermato che l’Olanda non accetta alcun tipo di interferenza e  che gli ultimi gesti posti in essere dal governo turco pare stiano andando nella direzione di alimentare i conflitti già esistenti.