Dal I agosto, quasi tutti i campi gestiti dal COA -i centri per richiedenti asilo- del paese avranno un difensore civico per i diritti LGBT, lo ha detto la stessa amministrazione al quotidiano Volkskrant. La nuova figura riceverà un training apposito e lavorerà in sinergia con lo staff addetto alla sicurezza.

Hanno destato preoccupazione nei mesi passati, diversi episodi di violenza a sfondo omofobo dei quali sono stati vittima richiedenti asilo lgbt nei centri di accoglienza. Per ragioni di sicurezza, alcuni campi erano stati già allestiti con settori riservati a gruppi vulnerabili ma il sottosegretario alla giustizia Klaas Dijkhoff, si era detto contrario all’iniziativa. Secondo il politico VVD, infatti, questo intervento rischierebbe di lanciare un messaggio sbagliato ai violenti; secondo lui, le aggressioni andrebbero denunciate e i responsabili puniti.

Secondo l’amministrazione, separare persone lgbt dal resto dei rifugiati non sarebbe semplice perchè non tutte le infrastrutture lo consentirebbero anche se ad Amsterdam, ad esempio, sarebbe una politica già implementata da tempo.

Gay e transgender ospitati nei centri sarebbero costantemente a rischio, diceva lo scorso autunno un rapporto dell’organizzazione COC; molti gli incidenti segnalati ma scarsi gli interventi dell’autorità.

Nel pomeriggio, a Den Haag, inizierò il processo intentato da una rifugiata transgender di origine siriana contro un altro richiedente asilo che l’avrebbe aggredita nel centro di accoglienza. E’ il primo caso di questo tipo a finire davanti a un giudice.