Il governo olandese si affida alla propaganda istituzionale per scoraggiare i richiedenti asilo; in una lettera firmata dal sottosegretario alla giustizia Klaas Dijkhoff vengono elencati gli “svantaggi” del presentare domanda nei Paesi Bassi. “L’enorme afflusso ha reso i tempi molto lunghi” si legge. “Gli alloggi sono modesti e non è garantito che vi sarà riconosciuto lo status”. La lettera è parte del piano del gabinetto per ridurre il numero di domande d’asilo anche se il governo nega si tratti di una strategia per dissuadere i richiedenti. “Sono solo informazioni oneste sulla situazione che andranno a trovare” avrebbe detto il ministro. Ma il dubbio che le istituzioni sfruttino i canali mediatici nella speranza di far passare la voglia a chi arriva in Europa è piuttosto concreto. Il punto più controverso della missiva riguarda certamente i contributi richiesti ai rifugiati: “È possibile che vi venga richiesto di coprire i costi per la permanenza”. Il governo olandese avrebbe raccolto, negli ultimi 4 anni, quasi un milione di euro dalle tasche dei rifugiati. Devono partecipare al sostentamento tutti coloro con un’entrata oppure in possesso di un capitale; per chi guadagna più di 185 euro a settimana è previsto un prelievo di 196 euro al mese. Fuori dal calcolo patrimoniale dei richiedenti asilo fedi nunziali, telefoni cellulari e orologi.