La situazione in corso con l’energia, gli alti prezzi delle bollette e le accuse di manovra speculative al governo olandese sono uno dei temi di discussione principale del dibattito europeo in corso.

Il quotidiano Volkskrant, in un articolo pubblicato il 2 Settembre ha cercato di fare un po’ di chiarezza.

Intanto, il quotidiano si preoccupa della questione della borsa del gas di Amsterdam TTF: il contratto per il prossimo mese è il titolo più scambiato all’interno della borsa punto in generale, più un prodotto viene scambiato meglio il prezzo riflette i nuovi sviluppi per il valore del gas, dice il Volkskrant.

” per indicare l’impatto di quel prezzo è bene sapere che un Megawatt ora di energia corrisponde a circa 100 metri cubi di gas naturale. Una famiglia media nei Paesi Bassi utilizza attualmente circa 1.200 metri cubi di gas naturale all’anno. Se il gas naturale costa €300 per Megawatt ora, significa che la società che lo rivende al dettaglio dovrà chiedere €300 al mese a quella famiglia. Per anni il prezzo all’ingrosso è stato di circa 17 euro”.

L’impatto sulla comunità non è così immediato perché molti hanno un contratto a tempo indeterminato di tipo fisso. Chi lo ha variabile, vedrà gli effetti almeno due volte in un anno.

In realtà, poi, il prezzo del gas  non è la sola voce che va ad incidere sulla bolletta. C’è ad esempio anche il prezzo dell’energia elettrica che è in forte aumento da mesi. Per ora, il governo ha abbassato l’imposta sull’elettricità lo scorso anno. L’IVA nel frattempo è scesa dal 21 al 9%, e oltre a questo viene offerto a una famiglia media uno sgravio di circa 545 euro, dice il governo.

Sulla questione della borsa del gas di Amsterdam, il Quotidiano della capitale ha qualcosa da dire: intanto la borsa non è l’unico posto dove avviene la compravendita di gas. In larga misura, le operazioni avvengono uno a uno tra venditore e acquirente. Il commercio di gas naturale liquefatto GNL avviene fuori borsa e per questa ragione, l’impatto di questo spazio virtuale del quale molto si sta parlando è quantomeno da mettere in dubbio, dice il giornale.

Quanto alla speculazione, il giornale chiarisce che diverse aziende stanno facendo profitti mai visti prima: la società statale norvegese Equinor ad esempio sta facendo tanto di quel denaro che secondo una stima potrebbe pagare a ciascun norvegese 1.000 euro a settimana.

Anche Stati Uniti, Australia, Qatar e Russia ovviamente, stanno guadagnando cifre considerevoli.

L’Olanda non è da meno: da Groningen e da sotto il Mare del Nord viene ancora estratto del gas e se il trend proseguirà in questa direzione, i Paesi Bassi potrebbero fare affidamento su un guadagno inaspettato di 20 miliardi di euro nel 2022 e nel 2023.

Shell ha totalizzato utili record per 8 miliardi di  euro nel secondo trimestre del 2022, dice ancora il quotidiano di Amsterdam: i prezzi elevati dell’elettricità stanno a significare anche maggiori profitti per le compagnie energetiche che producono energia sostenibile. Anche Trafigura e Glencore ridono.

Tuttavia, è bene ricordare che molte società  non traggono alcun vantaggio dalla situazione attuale: ad esempio le aziende che vendono gas al dettaglio non solo non stanno facendo profitti ma rischiano con il picco di costi di perdere molti clienti, perchè le persone non potranno più pagare le bollette.

Sicuramente c’è della speculazione, dice il quotidiano di Amsterdam citando fonti del mercato borsistico che non vogliono essere nominate. Sentore di questo trend speculativo sarebbero acquisti improvvisi di un numero impressionante di contratti a lungo termine per il gas sul TTF: si tratterebbe di investitori che vogliono trarre vantaggio dal prezzo molto oscillante del gas attuale. C’è anche sentore che si stia cercando in maniera artificiale di far salire i prezzi “pompando” le offerte minori. Tuttavia, al momento dice il quotidiano, non è facile individuare chi siano effettivamente gli speculatori.

Il problema è che l’Olanda ha scelto ostinatamente di non imporre una tassa per le aziende che ottengano enormi profitti improvvisi, come accade in Italia il Regno Unito, in ossequio al principio di libero mercato.

Secondo il Volkskrant, tuttavia, gli effetti di una misura simile non vanno sopravvalutati: i profitti maggiori al momento non sono realizzati nell’Unione Europea.

Il Governo è reticente ad intervenire anche sulla cosiddetta tassa mineraria: colpendo i profitti di Shell e Exxon, finirebbe Comunque per danneggiare il suo bilancio con una raccolta di tasse inferiore.

Obiettivo del governo Rutte non è quello di intervenire sul mercato, in ossequio agli orientamenti di destra della sua compagine conservatrice liberale, ma di fare pressione a livello europeo affinché aumenti la quantità di gas e quindi non si debba fare ricorso a misure governative.

In definitiva, non è falso che il governo stia facendo profitti dall’aumento del costo del gas ma non si tratta comunque di una condizione unica e determinante per l’impennata dei prezzi.