Prima gli anziani vulnerabili, aveva detto il Consiglio per la salute. No, prima il personale che si prende cura di loro, ha concluso il ministero della salute. Poi cambio di marcia e ai sanitari vanno aggiunti i medici di famiglia. La strategia del governo appare tutt’altro che chiara e persino più oscura, vista la scelta di non seguire i consigli delle autorità sanitarie, dice NOS.

Il governo aveva elaborato una road-map dividendo la popolazione in 7 gruppi, dai residenti delle case di cura nel gruppo prioritario, fino a persone di età compresa tra 18 e 60 anni come ultimo gradino di priorità.

Stando ad NOS, il primo vaccino a ricevere il via libera dall’EMA, ha il problema della conservazione a temperature bassissime (-70°) e ciò lo renderebbe poco adatto per le case di cura. Per questa ragione, il governo ha deciso di saltare l’avviso delle autorità sanitarie e passare direttamente ai sanitari stessi.

Ma i cambiamenti annunciati negli ultimi giorni, con spostamenti e ulteriore suddivisione dei gruppi inizialmente stabiliti, hanno cambiato le strategie: gli operatori di IC avevano bassa priorità, ora saranno i primi a ricevere il vaccino. Ma per ora, non esiste un piano per questo gruppo, benché l’inizio del programma di vaccinazioni per loro, sia atteso per venerdì.

I medici di famiglia saranno nel gruppo prioritario ma con il vaccino Moderna che non è stato ancora autorizzato dall’EMA. Inoltre, questi cambiamenti aumentano l’incertezza alla luce del numero di dosi disponibili.

È ancora possibile vaccinare la maggior parte della popolazione prima del 1 ° luglio, si chiede NOS.