Il governo olandese è convinto di aver agito ‘in linea con il diritto internazionale’ quando si ha rifiutato ad un ministro turco di partecipare ad una manifestazione elettorale a Rotterdam e soprattutto quando le ha intimato di lasciare il paese.

Il primo ministro Mark Rutte, il ministro degli esteri Bert Koenders e quello degli affari sociali Lodewijk Asscher hanno detto questo in una lettera inviata al Parlamento Lunedi: secono i politici olandesi, l’atteggiamento turco non ha reso possibile altra misura.

Il mese scorso, la Turchia ha cercato di inviare due ministri nei Paesi Bassi per la campagna a favore del referendum costituzionale che si terrà nel paese della mezza luna domenica. La visita, aveva lo scopo di persuadere i 300mila turchi residenti in Olanda a votare si.

Nella lettera, tuttavia, l’esecutivo olandese ammette di aver commesso un errore arrestando due diplomatici turchi: in base alle guarentigie riconosciute da accordi bilaterali e dal diritto internazionale, il personale diplomatico accreditato è immune dalla giurisdizione dello stato ospitante. Secondo il governo de l’Aja, l’immunità -oltre all’ambasciatore e ad alti funzionari- è riconosciuta solo ai capi di stato e a quelli degli affari esteri.

Il rapporto bilaterale tra i due paesi si è incrinato, ammette la lettera, ma l’esecutivo è convinto che in forza dell’amicizia di 400 anni tra l’Olanda e Turchia si riuscità a normalizzare i rapporti.