Secondo gli addetti ai lavori, la decisione di un avviso nazionale sulle mascherine è stata presa dopo  “enormi pressioni politiche”, scrive RTL Nieuws. I sindaci delle tre grandi città e in particolare i gruppi parlamentari hanno continuato ad aumentare la pressione. Martedì pomeriggio, il governo non ha avuto altra scelta se non cedere, dice il canale tv sulla base di una sua ricostruzione.

Nonostante lo scetticismo di RIVM, il premier ha deciso comunque di cambiare avviso e comunicazione sulle mascherine; raramente l’esecutivo ignora le indicazioni dell’autorità sanitaria e benchè Rutte e il ministro De Jonge avessero definito in passato“non desiderabile” indossarle, hanno comunque dovuto cedere.

Perchè? Dopo la sperimentazione nelle città a fine Agosto, interrotte per le proteste dei negozianti nelle zone interessate -che hanno visto i loro fatturati calare- il dibattito è ripreso con l’aumentare dei contagi: i sindaci erano più possibilisti rispetto al governo e l’idea è stata “una linea guida nazionale in ogni caso fornirebbe chiarezza. Se non aiuta, non danneggia: tutto può aiutare, era l’idea dei sindaci.”, scrive RTL.

La svolta è stata una lettera del Red Team, un gruppo di esperti indipendenti con diverse aree di competenza, che chiedeva all’esecutivo di considerare le mascherine perchè ritenute efficaci.

Le tre grandi città (Amsterdam, Rotterdam e L’Aia) e la regione di sicurezza Brabant-Zuidoost hanno aperto la porta alla mascherina fin da subito, spiega RTL e il governo si sarebbe limitato ad indicare raccomandazioni solo in quelle città. Ma l’opposizione di quei sindaci, dietro le quinte e pubblica, e quella della maggioranza dei parlamentari ha costretto il governo a piegarsi. 

Perchè semplicemente un consiglio? Il partito di Mark Rutte, il VVD, era contrario e non c’era una maggioranza parlamentare disposta a sostenerlo. E soprattutto, spiega RTL, l’obbligo sarebbe difficile da applicare sul piano giuridico.