Wibra, la catena di abbigliamento olandese fallita di recente e in regime di amministrazione fiduciaria , può obbligare i propri impiegati a compensare parte delle ore di lavoro perse a causa del lockdown. Ciò è in contrasto con la richiesta del sindacato FNV di non forzare i dipendenti a recuperare il lavoro perso. 

Soprattutto gli impiegati con contratti di lavoro più flessibili presso il negozio di abbigliamento saranno interessati dalla decisione. Questi riuscivano infatti a lavorare meno ore di quante stipulate nel contratto durante il periodo di lockdown, quando la maggior parte dei negozi è rimasta chiusa per mesi. 

Il giudice trova che Wibra abbia agito in conformità con il contratti collettivo di lavoro. “Si tratterebbe soltanto di 40 minuti di lavoro per ogni impiegato da portare a termine nelle restanti 35 settimane del 2021. Non è inaccettabile. FNV accusa Wibra ingiustamente di non essersi comportato come un buon datore di lavoro”, dice il giudice nella sentenza.

Bisogna quindi recuperare il lavoro perso durante il lockdown? FNV sostiene che Wibra non dovrebbe imporre questo obbligo, in parte perché ha ricevuto i sussidi governativi durante la pandemia e inoltre, il sistema delle ore di compensazione dovrebbe essere applicato solamente al periodo del lockdown, dice FNV. 

Il sindacato è preoccupato: anche se la sentenza del tribunale stipula che i lavoratori debbano una media 40 minuti di lavoro non pagato, a molti impiegati potrebbe essere richiesto di lavorare molto di più. “Abbiamo ricevuto segnalazioni di quaranta, cinquanta o addirittura cento ore di lavoro che gli impiegati devono recuperare quest’estate”, dice la direttrice di FNV Linda Vermeulen. Il sindacato dichiara che sta studiando la sentenza e sta considerando di intraprendere ulteriori azioni legali. 

Vermeulen ha anche ricordato che la sentenza è la prova che il contratto di lavoro attuale di Wibra non è ottimale e deve essere modificato. “Il loro contratto di lavoro collettivo è uno dei peggiori del paese”, afferma. 

Secondo il giudice, la pianificazione delle ore supplementari deve essere fatta sulla base di consultazioni e ci deve essere un limite alle ore di lavoro da recuperare. L’azienda ha dichiarato di essere in contatto con gli impiegati per derogare parte delle ore supplementari in ogni caso.