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BOOKS

Il Giappone raccontato da Louis Couperus, uno dei più grandi scrittori olandesi tra ‘800 e ‘900



La traduttrice Yumiko Kunimori è in Giappone dal 10 al 21 dicembre per promuovere la sua traduzione in giapponese di Nippon (1925), le storie di viaggio di Louis Couperus, il più grande romanziere e poeta olandese della sua generazione. Il libro è stato pubblicato da Sakuhinsha nell’ottobre 2019. Kunimori terrà diverse conferenze sul libro, presso l’ambasciata olandese a Tokyo e in altre sedi.

Louis Couperus (1863-1923) è ancora oggi conosciuto a livello internazionale. Nel 1921 Couperus visitò la mostra “Arte giapponese e cinese” nella galleria d’arte di Kleykamp all’Aia e lesse i miti e delle leggende giapponesi di Hadland Davis e  i libri di Lacadio Hearn.

Nel 1922 si fermò in Giappone per quattro mesi. Insieme alla moglie visitarono Kobe e Kyoto; qui Couperus si ammalò gravemente, gli fu diagnosticata la febbre tifoide e fu mandato all’Ospedale Internazionale di Kobe. Dopo sette settimane era abbastanza in forma per recarsi a Yokohama.

Rimasero per due settimane al Fujiya Hotel, dove Couperus lesse il romanzo di Kenjirō Tokutomi Nami-Ko. Partirono poi alla volta di Tokyo, dove soggiornarono presso il console olandese e visitarono Nikkō. Ritornarono nei Paesi Bassi il 10 ottobre 1922.

Durante il suo soggiorno raccolse molte impressioni sul Giappone, nonostante il filtro orientalistico dell’epoca. Prima di partire per il suo grande viaggio nelle Indie orientali olandesi e in Giappone, Couperus ha condotto approfonditi studi preliminari presso la Biblioteca Reale dell’Aia, che lo delusero non poco quando sbarcò nel paese del  Sol Levante.

Con sé, però, Couperus aveva portato la guida non turistica Handbook for travellers in Japan di B.H. Chamberlain e W.B. Mason e The nightless city (1899) di J.E. de Becker, un libro che lo aiutò non poco nella perlustrazione dei bordelli di Yokohama.

Da un lato il vero Giappone era qualcosa di molto diverso dalle immagini idealizzate che la gente aveva in Occidente. Dall’altro gli stessi giapponesi erano diventati un popolo “ibrido”, colpito dalla modernità occidentale o dal culto del capitalismo, reo di aver smarrito la propria “delicatezza orientale”.

Le lettere di viaggio furono pubblicate tra il 23 settembre 1922 e il 5 maggio 1923 sul settimanale De Haagsche Post. I feuilletons giapponesi furono raccolti nel 1925 con il titolo Nippon e pubblicati da Leopold. Il libro fu tradotto in inglese nel 1926 e in tedesco nel 1929.






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