di Riccardo Aulico

 

Sapevate che il negozio di fumetti più antico d’Europa si trova ad Amsterdam? E’ in zona Nieuwmarkt, vicino al Red Light District e si chiama Lambiek. La sede storica dove Kees Kousemaker (cognome che, tradotto dall’afrikaans, vuol dire letteralmente “colui che fa i calzini”, ndr.) alzò per la prima volta le saracinesche nel 1968 è stata lasciata nel 2015. Quella nuova, più piccola, è gestita da Boris, figlio del fondatore. Due le nostre curiosità: servirci dell’esperienza del Lambiek per dare uno sguardo all’attualità della scena artistica, locale e non , legata al fumetto e all’evoluzione di un’attività storica in una delle zone più care d’Europa.

E’ mattina e ci presentiamo in negozio. Boris ci accoglie ed iniziamo subito a parlare, davanti ad una tazza fumante di caffè, delle origini dell’attività; l’originale era dalle parti di Leidseplein e il padre, per una vita intera un grande appassionato di fumetti, decise di lanciare l’attività accogliendo i lavori di tanti amici ed artisti indipendenti olandesi. Oggi, Boris fa lo stesso: oltre a vendere lavori di nomi noti, lascia ampio spazio sui tavoli e tra gli  scaffali anche a fumetti olandesi e belgi.

Il Lambiek può contare su una clientela fedele ed appassionata, ma è comunque dura di questi tempi, anche se è uno dei pochi negozi di fumetti rimasti in città. I prezzi elevati degli affitti del centro di Amsterdam hanno infatti costretto l’attività a lasciare la storica sede, in cui era inserita anche una splendida galleria d’arte, usata frequentemente per le esposizioni dei lavori, dei disegni e delle vignette.

“Il settore del fumetto non è stato duramente colpito dalla digitalizzazione come quello dell’editoria in generale; un lavoro cartaceo conserva ancora un forte potere espressivo, soprattutto grazie ai disegni”, dice Boris. Ed è vero: il mercato dei fumetti, per quanto piccolo è in costante crescita e può contare su una storia consolidata, grazie ad una subcultura con lunga tradizione, soprattutto in paesi come Giappone, Stati Uniti o Francia. Boris, però, non ha dubbi: la scena più in salute nell’ultimo periodo è quella belga.

E quella olandese? “In generale adesso è possibile leggere e comprare  fumetti di livello superiore a quello di 10 o 15 anni fa”. La scuola locale, insomma, è in buona salute ed ha imparato molto dalla tradizione e dal vicino contesto belga. Il fumetto indipendente olandese vive una buona stagione creativa, ma il settore in generale, ci spiega Boris, sta oggi diventando ancor più di nicchia con prezzi sempre meno accessibili ai più.

 

Questi fattori hanno dunque portato il Lambiek a reinventarsi. Oltre alla razionalizzazione dei costi, il negozio di fumetti ha, infatti, lanciato anche la  Comiclopedia, un’enciclopedia online contenente i lavori di migliaia e migliaia di artisti. A questo si è aggiunta l’apertura di un e-shop con consegne in tutto il mondo, nel tentativo di espandere ed internazionalizzare il proprio pubblico. Ma è nel rapporto diretto con i lettori che il Lambiek costruisce ancora oggi la sua attività: i frequenti open-day e gli incontri con autori ed artisti, sono tra le iniziative più apprezzate dagli appassionati locali.