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La nuova stagione turistica di Amsterdam è iniziata. Così anche quella del settore artistico che però dipende molto dai visitatori stranieri. Oggi, con la pandemia ancora presente, il settore ha bisogno di aiuto. L’Het Parool delinea in merito un quadro generale.

Jos Meis, nella Nieuwe Spiegelstraat, ha capito subito che il Coronavirus avrebbe portato grossi rischi per l’economia del suo negozio di orologi di antiquariato. Infatti, l’antiquariato si basa su un segmento di popolazione con un reddito alto. Un tipo di turisti che però ha volentieri evitato di mettere a rischio la propria salute facendo il giro del mondo. Così i clienti da Germania, America, Australia e Cina sono spariti da un anno e mezzo.

Ai teatri, ai cinema e ai festival è andata meglio, contando sul fatto che con le riaperture sono anche ricominciati un po’ di introiti. Diverso è il caso dei grandi musei:

I grandi musei dipendono fino al 90% dai visitatori stranieri e una parte significativa dei 35 musei di Amsterdam rientra in questa categoria

Ha detto Jan van Kooten, direttore dell’Associazione dei Musei. Van Kooten ha aggiunto che il declino complessivo del numero di visite è ad ora del 70-75%. Un calo che ha determinato un particolare colpo psicologico per i lavoratori e le lavoratrici.

Il disastro in numeri

Come in tutto il settore artistico, il problema riguarda i turisti stranieri. La Casa di Anna Frank ha venduto quest’anno quasi un milione di biglietti in meno, al livello del 1981. A seguito di questa battuta d’arresto, quindici dipendenti, ovvero un quinto del personale, sono stati licenziati.

Anche il portavoce del più famoso museo dei Paesi Bassi, il Rijksmuseum, riporta numeri preoccupanti. Infatti, dal 63% dei visitatori stranieri preCovid, si è arrivati al 14%. Un contraccolpo, quindi, fortissimo, che vale per tutto il settore. Tanto da far sì che l’Associazione dei Musei guardi di buon occhio il sostegno a lungo termine da parte di Stato, Provincia e comune. Il problema si vedrà a fine settembre, quando le misure generiche per il sostegno del settore artistico finiranno.

Come rivitalizzare il settore artistico

Secondo Van Kooten, un modo legittimo di rilanciare il settore è di concentrarsi sui cittadini olandesi. Puntare sulla tradizione del Paese è certo meno facile, ad esempio, per le case d’asta, che operano su scala internazionale.

Comunque sia, nel settore dell’arte non c’è grande probabilità di un recupero a breve termine. E i musei non si oppongono alle limitazioni nel numero dei turisti, nella speranza che a venire nel Paese siano turisti interessati alla cultura. Anche Jos Meis, con il suo negozio di orologi, non apprezza il turismo di massa. Anche se, non può trovarsi d’accordo con il divieto verso le navi da crociera, significative calamite per gli acquirenti più facoltosi.